16 marzo 2011

Massakrilovic number four

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99 - ... continua ...

Prima di proseguire nella galleria di stragi, si deve ricordare che oltre cent'anni fa il gambetto del quale parliamo era noto, soprattutto agli scacchisti tedeschi, ed in particolare a quelli del circolo di Lipsia, ed è per questo motivo che Cordel lo battezzò Leipziger Gambit. Poi arrivarono altri nomi, come Irish Gambit (cosa c'entra l'Irlanda?) e come l'inquietante Halloween Attack. Potete scegliere, ma io rimango affezionato al mio Attacco Massakrilovic , di felsinea memoria.
Ripetendo che la faccenda può funzionare in partite blitz ma che va presa con le pinze a tempo lungo, vediamo in quale modo il Nero può uscire dalla palude.
Secondo l'opinione più diffusa, il seguito più solido per il Nero, dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5 5. d4 è 5. ... Cg6 6. e5 Cg8. Dopodichè - sempre secondo l'opinione più diffusa - il Bianco deve giocare 7. Ac4.
Siamo così giunti a quella che si può considerare una "posizione critica", e appaiono soddisfacenti sia 7. ... d6 , che 7. ... Ab4 che 7. ... c6 , anche se è richiesta la massima attenzione alle complicazioni tattiche. Ciò detto, siamo veramente certi che, seguendo i consigli dell' Enciclopedia, il Nero possa trarsi d'impaccio? Dopo la consigliata 7. ... d5 8. A:d5 c6 il testo emette un giudizio di vantaggio del Nero. Proviamo ad esaminare un po' più da vicino la faccenda.Una variante (ricavata sempre da partite blitz ad alto livello) è la seguente: 9. Ae4 f5 10. Af3 Ch4 11. 00 f4?! (Il Nero sta cedendo troppi Pedoni) 12. A:f4 C:f3+ 13. D:f3 Ce7 14. Tad1 Cd5 15. Ce4 Af5 16. c4 C:f4 17. D:f4 A:e4 18. D:e4 e il Bianco deve vincere.
E dopo questo mezzo sputtanamento dell' Enciclopedia vi mando alla prossima puntata (forse l'ultima...) per vedere come (?) il Nero possa difendersi efficacemente dall' Attacco Massakrilovic.
Attendo eventuali commenti.
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11 marzo 2011

Massakrilovic number three

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98 - ... continua...

In riferimento all'ultima linea di gioco esposta nel numero 97 (10. ... Df6) si possono ipotizzare alcune varianti; dopo 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 il Nero potrebbe scegliere 12. ... b6 , con l'eventuale seguito 13. Dd5 Tb8 14. 000 Ab7 15. Dd2 Ta8 16. C:a7 De6 17. A:b6+ Re8 18. Te1 Ae4 19. Cb5 Tc8 20. Cc7+ T:c7 21. d:c7 d5 22. T:e4 , il Nero abbandona.
Proviamo ora (dopo 10. ... Df6 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4) con 16. ... Ce8 ma le cose non sono così semplici: 17. A:f7 a6 18. Te4 A:d6 19. Ab6+ Ac7 20. The1 d5 21. T:e8+ T:e8 22. A:c7+ Rd7 23. A:e8 matto.
Sempre restando appiccicati alla variante del numero 97, vediamo cosa potrebbe accadere dopo 10. ... Df6 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4 a6 ; il decesso del Nero qui si fa più rapido, in quanto il Bianco prosegue con la brillante 17. Te4! cui si può replicare soltanto con 17. ... C:e4 col seguito 18. Ab6+ Re8 19. Cc7+ Rd8 20. A:f7 e matto a seguire.
Abbandoniamo questa ricerca e torniamo alla linea difensiva definita "ritorno alle origini" (5. d4 Cc6 6. d5 Cb8 7. e5 Cg8 8. d6 c6 9. Ac4) e su tale linea il Nero potrebbe proseguire con 9. ... b5 10. Ab3 Dh4 (10. ... f6 11. Cd5 Ca6 12. e:f6 C:f6 13. De2+ e il Nero abbandona) 11. Df3 Ch6 12. A:h6 D:h6 13. C:b5 Ca6 14. D:f7+ Rd8 15. Cd4 Dg6 16. Df3 Cc5 17. 00 Aa6 18. Af7 De4 19. Da3 Rc8 20. Da5 , il Nero abbandona.
Le linee di gioco viste fino ad ora sono indubbiamente migliorabili, ma è evidente che questi ultimi post costituiscono una provocazione (come 4. C:e5 , appunto). Si deve ammettere, tuttavia, che in una partita blitz la faccenda rischia di mandare nel pallone il Nero.
Continuo ad attendere commenti.
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9 marzo 2011

Massakrilovic number two

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97 - Proseguiamo...

Tornando al numero 96, iniziamo a considerare un po' di analisi (dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5).
Viene spontanea, dopo l'irriverente 4° tratto del Bianco, la spinta 5. d4 (what else?), e qui ha inizio il colossale casino. Le linee di gioco che seguono non sono altro che le trascrizioni di partite blitz giocate in linea, con omissione dei nomi dei protagonisti i quali, nella maggior parte dei casi, sono: a) computer scacchistici; b) giocatori che si appuntano sul petto il distintivo di MF ("sei solo chiacchiere e distintivo!" di buona memoria).
Le alternative, partendo dal presupposto enunciato nel post precedente ("quello-che-ho-me-lo-tengo"), sono 5. ... Cc6 e 5. ... Cg6. Vediamo: 5. ... Cc6 6. d5 Cb8 7. e5 Cg8 (la linea "ritorno alle origini") 8. d6 c6 9. Ac4 f6 10. Dh5+ g6 11. e:f6! D:f6 12. De2+ Rd8 13. Ce4 e il Nero abbandona. No, così non va.
Più complicata si presenta l'ipotesi di 5. ... Cg6. Arivediamo.
5. ... Cg6 6. e5 Cg8 7. Ac4 d5 (una linea di gioco suggerita da Euwe alcuni decenni fa) 8. A:d5 c6 9. Ab3 Ae6 10. 00 A:b3 11. a:b3 f5 12. Dd3 C6e7 13. Ag5 g6 14. d5 c:d5 15. Tfe1 h6 16. Af6 Th7 17. Cb5 Ag7 18. Dc3 Rf8 19. Cc7 e il Nero abbandona.
Vediamone un'altra (dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5 5. d4 Cc6 6. d5 ed ora il Nero opta per 6. ... Ce5. Vediamo anche questa.
7. f4 Cg6 8. e5 Cg8 9. d6! (questo Pedone sarà la costante spina nel fianco del Nero) c:d6 10. e:d6 e mo'?
Non funziona 10. ... a6 per 11. De2+ C8e7 12. Ae3 b5 13. Cd5 ed il Nero abbandona.
Appare migliore 10. ... Df6 , ma le difficoltà del Nero persistono: 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4 a6 17. Te4! Ae7 18. A:f7 Cd5 19. A:d5 Re8 20. Cc7+ Rf8 21. Ac5 e il Nero abbandona.
Attendo commenti.
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16 ottobre 2008

52 - Soluzione al n° 51

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52 - Soluzione al n° 51

Parecchi di voi hanno avuto travasi di bile nel tentativo di risolvere l'ultima follia. Vi fornisco, perciò, una possibile soluzione in 31 mosse e mezzo:
1. g3 f5 2. Ag2 Cc6 3. A:c6 g5 4. d3 a5 5. Dd2 Rf7 6. D:g5 h6 7. D:e7+ Rg6 8. A:d7 Rh5 9. Rd2 Rg4 10. Cf3 Rh3 11. Cg1+ Rg2 12. A:f5 Rf1 13. Re3 Re1 14. Rf3 Cf6 15. D:c7 Cd5 16. Rg2 Cc3 17. A:h6 Dg5 18. Ca3+ Rd2 19. Te1 Cd1 20. Rf1 b5 21. C:b5 Rc1 22. D:a5 Rb1 23. T:d1+ Dc1 24. A:c1 Ah6 25. De1 Ad2 26. T:d2 Ab7 27. Dd1 Ag2+ 28. Re1 Th3 29. A:h3 Af1 30. A:f1 Ta3 31. C:a3+ Ra1 32. Cb1 et voilà...
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9 aprile 2006

15 - A proposito di Pedoni... (9 aprile 2006)

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pedone scacchi
15 - A proposito di Pedoni... (9 aprile 2006)

Per introdurre l'argomento, uno studio del 1979 di Y. Hoch:

Il Bianco muove e patta

Il Bianco siete voi, se c'era bisogno di ricordarvelo... Comunque, risolvete un po' questo joke, e se vi viene da pensare che la posizione sia innaturale gotedevi la partita che segue: non dico che sia stata giocata per farvi cambiare idea a proposito dello studio (i due giocatori sono tutt'altro che mezze calzette e viaggiano su di un Elo di circa 2600), ma potrebbe far aumentare la vostra stima nei confronti dell' "umile" Pedone.

Erenburg - Fridman (Bundesliga 2005): 1. e4 c6 2. d4 d5 3. e5 c5 4. d:c5 Cc6 5. Cf3 Ag4 6. Ab5 e6 7. b4 Cge7 8. c3 a6 9. Aa4 Dc7 10. Af4 f6 11. Ag3 Cf5 12. e:f6 C:g3 13. h:g3 g:f6 14. Dd4 A:f3 15. g:f3 Ag7 16. Cd2 000 17. A:c6 b:c6 18. Cb3 f5 19. Dd3 Rb7 20. 000 h5 21. a4 Tb8 22. Tde1 Th6 23. Ca5+ Ra7 24. T:h5 ("Se vinco è un sacrificio, se perdo è una cappella") T:h5 25. T:e6 Th6 26. C:c6+ D:c6 27. T:c6 T:c6 28. D:d5 Tbc8 29. Rc2 f4 30. Df7+ T8c7 31. D:f4 Te7 32. Rb3 Tcc7 33. Dd6 Tb7 34. c6 Tbc7 35. Dc5+ Ra8 36. Db6 Ae5 37. f4 Ad6 38. D:a6+ Rb8 39. Db6+ Rc8 40. b5 Tf7 41. Dd4 Af8 42. a5 , il Nero abbandona.

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3 aprile 2006

11 - Una "Immortale" poco conosciuta (3 aprile 2006)

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11 - Una "Immortale" poco conosciuta (3 aprile 2006)

Esistono, come sappiamo, l' "Immortale", la "Sempreverde", l' "Immortale di Petrov", l' "Immortale dello zugzwang" eccetera. Rovistando tra carte impolverate dal tempo di giacenza, ho trovato l' "Immortale alla cieca" giocata da quel genio degli scacchi che risponde al nome di Alexander Alekhine (sarà questa la grafìa giusta?).
Sarò all'antica, ma Alekhine è stato, a mio modestissimo avviso, il più grande scacchista della storia, se si intende per "scacchista" colui che, oltre ad avere una forza di gioco di assoluta eccellenza, ha contribuito allo sviluppo della teoria ed ha mostrato, nel gioco, fantasia e creatività senza pari.
E' una diatriba che non avrà mai fine: come sarebbe finita tra il Kasparov degli anni migliori ed il Capablanca (o l' Alekhine, o il Lasker, eccetera) degli anni migliori? In questo modo si finisce a Pelè-Maradona, Coppi-Merckx e volano le sedie.
Su di una cosa i grandi storici e critici scacchistici sono unanimi: Alekhine è stato il più grande giocatore d'attacco che abbia mai frequentato le scacchiere, e la partita che segue, giocata in una simultanea alla cieca contro 15 giocatori of first rank, ne è una pratica dimostrazione.
Alekhine - Schwartz (Londra 1926): 1. d4 Cf6 2. c4 g6 3. g3 Ag7 4. Ag2 00 5. Cc3 d6 6. Cf3 Cc6 7. d5 Ca5 8. Dd3 b6
Il Nero vuole portare il Cavallo in c5, via b7.
9. Cd4 Cb7 10. Cc6 Dd7 11. 00 a5 12. b3 Cc5 13. Dc2 Ab7 14. h3
Previene la manovra Cf6-g4-e5.
14. ... Tae8 15. a3 A:c6 16. d:c6 Dc8 17. b4 a:b4 18. a:b4 Ca6
"Dopo questa ritirata il Cavallo è fuori gioco, ma anche 18. ... Cce4 19. Cb5 sarebbe risultata sgradevole" ; Alekhine.
19. Ta4 Cb8 20. b5
Castrando l'equino.
20. ... h6 21. Ta7 e5 22. Rh2 Rh7 23. f4 Te7 24. f:e5 T:e5 25. Af4 T5e8
Dopo 25. ... Th4 26. Cd5 C:d5 27. c:d5 la Torre non ha scampo.
26. Cd5 C:d5 27. A:d5 Dd8 28. h4 De7 29. e3 Rh8
Schioda il Pg6 minacciando il guadagno di un pezzo.
30. Rg2! f5
Ovviamente, non 30. ... g5 per 31. h:g5 h:g5 32. Th1+ .
31. Te1 Rh7 32. e4 Ae5 33. e:f5 g:f5
L'inizio dello spettacolo pirotecnico.
34. c5! b:c5
Il Pedone deve essere catturato, e 34. ... d:c5 è da escludere per 35. T:e5.
35. b6 Tc8 36. Dc3! Tfe8
Al disastro porta 36. ... A:c3 per 37. T:e7+ Rg6 38. h5+ R:h5 (38. ... Rf6 39. Te6+ Rg7 40. A:h6+) 39. Te6 Rg4 40. Af3 matto.
37. A:e5 d:e5 38. D:e5!!
La pointe della combinazione.
38. ... D:e5 39. T:e5 T:e5 40. T:c7+ T:c7 41. b:c7 Te8 42. c:b8=D T:b8 43. Ae6!!
La seconda e decisiva pointe.
43. ... Rg6 44. c7 Tf8 45. c8=D T:c8 46. A:c8 c4 47. Aa6 c3 48. Ad3 Rf6
Il Nero potrebbe abbandonare, ma ha tenuto in serbo una piccola trappola.
49. Rf3 Re5 50. Re3 h5 51. Ac2 Rf6 52. Rf4 Rg7 53. R:f5 Rh6
Anche se il Bianco gioca alla cieca, si chiama pur sempre Alekhine; ovviamente 54. Rf6 porta allo stallo.
54. Rf4 , il Nero abbandona.
Alekhine considerava le sue partite contro Bogoljubov ad Hastings 1922 e contro Reti a Baden-Baden 1925 come le migliori della sua carriera, ed in effetti si tratta di due monumenti scacchistici, ma anche quella che abbiamo appena visto (noi l'abbiamo vista, lui no!) non scherza...
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1 aprile 2006

5 - Istruzioni per l'uso (1° aprile 2006)

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5 - Istruzioni per l'uso (1° aprile 2006)

L'avversario attacca uno dei vostri preziosissimi pezzi. Che fare?

- interponete un pezzo
- inchiodate il pezzo che attacca
- date scacco
- catturate il pezzo che attacca
- catturate un altro pezzo (così siamo pari...)
- attaccate a vostra volta un pezzo avversario
- promuovete un Pedone
- minacciate matto
- minacciate la promozione di un Pedone
- minacciate qualcosa d'altro
- ignorate la minaccia
- trovate qualcosa di giocabile se il pezzo viene catturato
- date scacco matto

Non tutte queste cose sono attuabili contemporaneamente.
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30 marzo 2006

3 - My name is Bond, James Bond (30 marzo 2006)

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3 - My name is Bond, James Bond (30 marzo 2006)

Nel famoso From Russia with love (1963) abbiamo una scena - praticamente la scena iniziale - dedicata agli scacchi: a Venezia si gioca la finale del campionato del mondo tra il cecoslovacco Kronsteen ed il canadese MacAdams e la partita è la 24°, quella decisiva (il punteggio e di 11,5 a testa). Nella posizione del diagramma il cattivissimo Kronsteen, reggendo con nonchalance una sigaretta accesa (oggi sarebbe impensabile...), gioca Cf7:e5+ fissando l'avversario dritto negli occhi, preme il pulsante dell'orologio e annuncia "Scacco" , portandosi la sigaretta alle labbra. Entra un cameriere, porge un bicchiere d'acqua al cattivissimo il quale, alzando il bicchiere, legge un messaggio scritto sul fondo: "You are requested at once" ("Sei richiesto immediatamente").
Il preoccupatissimo canadese, frattanto, gioca Rg8-h7 ed il sempre più cattivo Kronsteen, con un ghigno di trionfo, prosegue con Df4-e4+ , senza nemmeno prendersi il disturbo di annunciare lo scacco (stronzo...). Il canadese osserva, quindi abbatte il proprio monarca dichiarando: "Complimenti, mossa brillante". Noncurante degli applausi dei presenti in sala, Kronsteen raggiunge l'uscita per collaborare con la temibile organizzazione terroristica Spectre.
La posizione venne presa da una partita Spasskij-Bronstein giocata a Leningrado (allora si chiamava ancora così) nel 1960, tuttavia in quella partita c'erano anche due Pedoni bianchi in d4 e c5 che cambiano radicalmente la faccenda.
Chi era il consulente scacchistico del film?
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2 - Scacchi in Iraq (30 marzo 2006)

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2 - Scacchi in Iraq (30 marzo 2006)

Circa un anno fa le elezioni in Iraq vennero vinte dall'alleanza sciita, supportata dall' ayatollah Ali al-Sistani. Nel suo sito web (www.sistani.org) al-Sistani rispose a parecchie domande su ciò che è halal (permesso) e ciò che al contrario è haram (vietato). Alcuni esempi di ciò che è halal: il cricket, il sesso anale, il sesso orale (purchè ciò avvenga senza che alcun liquido entri nella cavità orale), eccetera, mentre gli scacchi risultavano haram.
In particolare, a proposito di scacchi, vennero fatte due domande estremamente precise.
E' consentito giocare a scacchi? Risposta: E' assolutamente illegale.
Gli scacchi sono halal o haram? Risposta: Gli scacchi sono assolutamente vietati.
Ad una successiva specifica domanda: E' consentito comporre e risolvere problemi di scacchi? la risposta fu: Giocare a scacchi è assolutamente vietato. Tuttavia, comporre o risolvere problemi di scacchi non è haram, se ciò non viene considerato come il giocare.

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22 marzo 2006

1 – Scacchi e petofilia (22 marzo 2006)

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1 – Scacchi e petofilia (22 marzo 2006)

Sì, certamente, avete letto bene: petofilia con la t.
Tale branca del sapere scacchistico venne scandagliata, anche se non a fondo, nei primi anni Settanta presso il Circolo Scacchistico Bolognese, che viveva all’epoca un periodo d’oro. Alle ricerche in tale campo pressoché ignoto della teoria delle aperture, del medio gioco e dei finali parteciparono alcuni soci – di infima categoria, lo ammetto - del CSB, e ritengo opportuno riportare a conoscenza dell’universo mondo i risultati di tale ricerca.
Confesso che sono stato stimolato a tale reminiscenza da un recente episodio avvenuto presso il Circolo Scacchistico “Paul Keres” di Bernate Ticino (MI). E dichiaro, inoltre, che a mio modesto avviso il peto deve essere a buon diritto classificato come una forma di body art e che come tutte le forme artistiche che portano una ventata di aria nuova – se mi si passa l’espressione – può suscitare ammirazione o repulsione ma mai indifferenza.
Il peto (che alcuni definiscono volgarmente “scorreggia”) riveste una fondamentale importanza nella vita quotidiana di ognuno di noi. Si faccia avanti colui che mai si sia abbandonato a tale liberatoria espressione corporea che vanta alcune immortali citazioni letterarie (Dante, Inferno: “… avea del cul fatto trombetta…” o anche Autori Ignoti, Ifigonia in Culide: “…e risuoni nella reggia / per lo meno una scorreggia…” o ancora Autori Ignoti, Il processo di Sculacciabuchi, per non citare altri casi indubbiamente meno noti). Si vocifera inoltre di un primo tentativo di indagine effettuato da autore ignoto (alcuni hanno tuttavia citato lo pseudonimo di Petofilus Magnus) nel XVI o XVII secolo che porterebbe l’eloquente titolo di De peto in ludo scachorum, ma ricerche bibliografiche abbastanza approfondite non hanno dato alcun risultato concreto.

Il primo fondamentale compito che si presentava ai ricercatori era quello di creare una classificazione olfattiva e sonora dei vari tipi di peto producibili da un normale apparato digerente, e ricordo che si giunse alla decisione di usare una scala sonora come base della ricerca, visto che non tutti i peti possono esprimere sensazioni olfattive di qualche rilievo.
Partendo dal basso – absit injuria verbis – abbiamo al primo posto la cosiddetta “silente” (che alcuni preferiscono definire “muta”). Trattasi di scorreggia che, pur priva di espressione sonora, può risultare micidiale in quanto carica di una emissione di vapori intestinali che, in alcuni casi, possono provocare l’immediato sgombero della sala di gioco. Si ha notizia di un tale peto verificatosi presso un circolo scacchistico neozelandese i cui soci dovettero sospendere un turno del locale campionato. Il giocatore che produsse tale emissione venne identificato e multato, oltre a dover pagare di tasca propria tre litri di essenza di bergamotto destinata a disinfestare il locale, ma non si giunse all’espulsione a vita auspicata da alcuni consoci di vedute assai ristrette.
Abbiamo poi la “sibilante” che, come è facilmente intuibile, è avvertibile unicamente dagli apparati uditivi più sensibili. Anch’essa può manifestarsi sul piano olfattivo, anche se con effetti meno terrificanti della precedente. Sia la “sibilante” che la “silente” possono avere conseguenze sul processo di concentrazione dell’avversario, primo a subirne le conseguenze, in quanto entrambe tendono a diffondersi sotto il tavolo di gioco risalendo dalla parte opposta e prendendo alla gola l’incolpevole giocatore: ne consigliamo perciò l’adozione – se possibile – nel corso di partite tattiche come la Grob o la variante Polugajevskij della Siciliana.
Salendo nella scala troviamo l’allegra “stracciatella”, non necessariamente gravida di risultati olfattivi, ma che non può non definirsi “un classico”. L’emissione sonora di tale peto è paragonabile al rumore prodotto da un tessuto – generalmente da fodera – che viene violentemente stracciato al fine di dividerlo in due o più parti. L’autore di tale peto è facilmente localizzabile da parte dei presenti, anche perché, dopo alcuni episodi, la tonalità diviene inconfondibile (un baritono difficilmente diverrà un tenore); il pressoché inevitabile risultato è costituito da un’esplosione di risa da parte dei presenti, i quali non dovranno tollerare conseguenze olfattive degne di nota. Ne soffrirà, tuttavia, la capacità di analisi dell’uditorio. La stracciatella è particolarmente temuta dai giocatori amanti delle posizioni complesse.

Si diversifica dalla precedente – che si caratterizza per una uniformità di emissione – la successiva “Schmeisser” (dal nome del fucile mitragliatore in uso presso la Wehrmacht negli anni delle guerre hitleriane), costituita da un rumore – appunto – di mitraglia, dovuto senza dubbio alla particolare conformazione anatomica dell’autore. Essa è tuttavia il primo esempio di “petus impellens” , della scorreggia, cioè, provocata da un’insostenibile pressione sviluppatasi all’interno dell’apparato digerente dell’autore e che si manifesta all’esterno ad un livello uditivo oscillante tra i venti ed i cinquanta decibel, ma sempre – ripetiamo, sempre – su frequenze corrispondenti alla fascia medio-alta del campo dinamico dell’orecchio umano (2000-4500 Hertz).
Si passa dal “ta-ta-ta-ta” al “tu-tu-tu-tu” con la “Maxim” (come si vede siamo sempre nel campo delle armi automatiche), che si differenzia dalla precedente unicamente per la tonalità: si scende dalle frequenze medio-alte a quelle medio-basse (250-2000 Hertz) e si rimane nella totale assenza di manifestazioni olfattive (tranne rari casi che risultano statisticamente irrilevanti). Si consiglia l’adozione sia di quest’ultima che della precedente nel corso di partite abbastanza monotone come l’ Ortodossa o la variante Cigorin della Spagnola ; il gruppo di ricerca ha infatti notato che il rumore tambureggiante dei peti testè citati può risvegliare i giocatori dall’inevitabile torpore provocato dagli impianti suddetti.
Avvicinandoci ai massimi livelli troviamo ora la non meno classica “bomba”: brevissima, ben caratterizzata dal punto di vista sonoro (decibel da 40 a 60/70) e con tonalità variabili, ma generalmente sui 500-1000 Hertz. Il lettore comprenderà che ci addentriamo sempre più nel settore dedicato al “petus impellens”, a proposito del quale alcuni ricercatori hanno avanzato le richiesta di rilevare (come?) il numero di atmosfere presenti nell’apparato digerente dell’autore. Tale ricerca venne all’epoca abbandonata per le evidenti difficoltà tecniche ad essa collegate ed anche per la mancanza di soggetti che si prestassero volontariamente alla rilevazione.
E giungiamo infine al vertice con l’ “imperiale”, una “bomba” di lunga durata e con identiche caratteristiche sonore. L’autore di un’ “imperiale” ne va giustamente orgoglioso, visto che tale tipo di scorreggia è decisamente insolito e che risulterebbe inutile il tentativo dell’autore di ostentare indifferenza; la fonte sonora è, in questo caso, rapidamente localizzabile, e non rimane quindi che menare vanto della produzione. Si segnalano casi di diffusa ilarità nella sala di gioco, pur senza gravi conseguenze sul livello tecnico delle partite in corso.
Non riteniamo utile, ai fini di successive e più approfondite ricerche, dilungarci sulle cosiddette “miste” , che, nel corso della loro breve esistenza, nascono in un modo e si esauriscono in un altro. Una scuola di pensiero ritiene di classificarle all’atto della nascita, mentre altri vorrebbero creare una sotto-classifica che, ammettiamolo, sarebbe di ben ardua compilazione.
Da segnalare il tentativo di un altro gruppo di ricerca consistente nella formulazione di una scala di valori molto più raffinata di quella testè esposta; se ci consentite il paragone, sarebbe come passare dalla scala Mercalli alla Richter. Le poche informazioni giunte in proposito (la ricerca viene svolta nella massima riservatezza) segnalano peti classificati musicalmente, tra i quali il “Paganini”, il “Satchmo”, il “Charlie Parker”, la “Cornamusa”, il “Basso tuba” e via scorreggiando.
Non v’è chi non veda che tale metodo di classificazione tenderebbe a valorizzare la frequenza a scapito dell’ intensità, ed alcuni vorrebbero infatti assumere il la naturale come base per le indagini. Attendiamo con interesse l’esito della ricerca suddetta.

Segnalo, infine, che nel corso del 5° turno del campionato sociale 2006 del “Paul Keres” di Bernate Ticino (MI), uno dei soci si è prodotto in una “imperiale” degna di nota e, come già detto all’inizio, ho deciso di pubblicare queste brevi note proprio in conseguenza di tale episodio. Comunque, tanto di cappello all’autore. Ad majora!

(p.b.)
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