6 marzo 2011

Il Gambetto Massa-Krilovic

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96 - Perchè no?

Negli anni Sessanta, al Circolo Scacchistico Bolognese, un ragazzo di origine ungherese (che comunque parlava un perfetto italiano con spiccato accento felsineo) aveva inventato la definizione di "attacco Massakrilovic", intendendo con ciò una violenta e pressochè incontrollabile valanga tattica che avrebbe sicuramente messo in crisi l'avversario.
Nel mio stupidario (la serie "Scacchi matti") avevo già citato tale "attacco", ed ora vorrei utilizzare la definizione per battezzare un gambetto che i tedeschi definiscono "Muller-Schulze", che sarebbe come dire, per un anglofono, "Brown-Smith", oppure per noi "Bianchi-Rossi". Parlo del "Gambetto Massakrilovic" nella Partita dei Quattro Cavalli.
Tale gambetto ha origine da 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5.
E' doveroso premettere alcune cose, in primis il senso di irritazione dal quale il Nero può farsi prendere alla vista di tale gambetto (viene alla memoria una famosa partita nella quale Miles rispose con 1. ... a6 a 1. e4 di Karpov, all'epoca campione mondiale in carica, partita che venne vinta dal Nero, oppure il "Blackburne-Shilling Gambit", da me citato nel secondo volume della mia nuova Storia degli Scacchi); in definitiva, il Nero potrebbe definire il 4° tratto del Bianco come "maleducato". C'è, poi, il fattore sorpresa, che può avere il suo peso in partite blitz (come vedremo più avanti) e, last but not least, alcune divertenti risorse tattiche a disposizione del Bianco.
E' evidente che, di fronte alla "maleducazione" di questo gambetto, il Nero è animato dallo spirito che dice "quello-che-ho-preso-me-lo-tengo", e dalla convinzione che la confutazione di questa linea di gioco deve esistere da qualche parte. La solita vecchia storia: le analisi a tavolino sono una cosa, il gioco con limiti di tempo è una cosa leggermente diversa...
Riservandomi di esporre nel numero 97 alcune linee di gioco successive all'effettuazione del gambetto, vi fornisco un primo esempio, sul quale gradirei ricevere commenti.La partita è stata giocata in rete nel 1999, tra un GM (evbad) ed un MF (agro), blitz 3 minuti.
4. ... C:e5 5. d4 Cg6 6. e5 Cg8 7. Ac4 d6 8. Df3 Ae6 9. D:b7 d:e5 10. Ab5+ Re7 11. d:e5 C:e5 12. 00 Cf6 13. Ag5 h6 14. Ah4 Tb8 15. D:a7 Dc8 16. Tfe1 Cg6 17. Dc5+ Rd8 18. Tad1+ Ad6 19. T:d6+ c:d6 20. D:d6+ Ad7 21. Cd5 Db7 22. C:f6 g:f6 23. A:f6+ Rc8 24. Dc5+ Dc7 25. A:d7+ R:d7 26. Df5+ Rc6 27. Te3 The8 28. Tc3+ Rb6 29. Ad4+ Ra6 30. Dd3+ Ra5 31. Ta3+ Rb4 32. Db3 matto.
Attendo commenti.


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13 febbraio 2011

Altro semidimenticato

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93 - Arthur Dake

Nacque l'8 aprile 1910 a Portland, Oregon, da una famiglia di agricoltori polacchi (il suo vero cognome era Darkowski) emigrati negli Stati Uniti. A 16 anni si imbarcò su un mercantile come marinaio, visitando Cina, Giappone e Filippine. Nel 1927 era di ritorno a Portland, frequentò la high school ed imparò il gioco da un russo. Ripresi i vagabondaggi marinareschi, nel 1929 sbarcò a New York ed iniziò a giocare in uno stand di Coney Island dove il pubblico lo poteva sfidare per 25 centesimi a partita.
Nel 1930 si iscrisse al campionato dello stato New York, classificandosi al terzo posto, e nel 1931 vinse il campionato del Marshall Chess Club. Grazie a questi risultati venne arruolato nella squadra olimpica statunitense del 1931 (Praga) dove ottenne un buon +5 =7 -2 giocando in terza scacchiera. Quello stesso anno fu primo (ex aequo con Rubinstein e Yates) al torneo di Anversa, e nel 1932 giunse terzo a Pasadena, dopo Alekhine e Kashdan; la partita che vi mostrerò più avanti, nella quale battè il campione mondiale, stabilì una specie di record, in quanto fu il primo giocatore statunitense che riuscì a vincere contro Alekhine.
Nel 1933 venne schierato in quarta scacchiera all'olimpiade di Folkestone, vincendo l'argento individuale (+9 =2 -2) e nel 1934 fu terzo al campionato USA open e terzo anche al torneo di Syracuse, vinto da Reshevsky, mentre al torneo di Città del Messico di fine anno giunse primo ex aequo con Kashdan e Fine.
Nel 1935, dopo un secondo posto alle spalle di Fine all'USA open , vinse l'oro individuale sulla quarta scacchiera all'olimpiade di Varsavia, con un notevolissimo +13 =5 -0 . Sulla nave che riportava in patria lo squadrone americano conobbe la futura moglie Helen, si sposarono e tornarono a Portland, dove egli si impiegò presso l' Oregon Department of Motor Vehicles , impiego che conservò per più di trent'anni.
A parte alcune occasionali apparizioni, per un terzo di secolo Dake scomparve dalle manifestazioni importanti, fino a quando, a 65 anni, giocò al torneo di Lone Pine, per poi giocare a 77 anni (!) all' USA open che si disputava quell'anno nella sua Portland, dove ottenne un ragguardevole 8 su 12. L'anno precedente la FIDE gli aveva assegnato il titolo onorario di Grande Maestro in considerazione dei risultati da lui ottenuti negli Anni Trenta.
Morì a Reno, nel Nevada, il 28 aprile del 2000, colto da un malore fatale dopo una serata passata giocando a blackjack al famoso Casinò Sands.
Ed ecco la partita nella quale battè il campione mondiale.
Dake - Alekhine (Pasadena 1932): 1. e4 c6 2. d4 d5 3. e:d5 c:d5 4. c4 Cf6 5. Cc3 Cc6 6. Cf3 Ae6 7. c5 g6 8. Ab5 Ag7 9. Ce5 Dc8 10. Da4 Ad7 11. 00 00 12. Af4 a6 13. A:c6 b:c6 14. Tfe1 Ch5 15. Ad2 Ta7 16. Te2 Ae8 (questa fase di schermaglie iniziali dà l'impressione di un Dake con idee chiare e di un Alekhine lievemente indeciso sul da farsi) 17. Tae1 f5 18. Cf3 Cf6 19. T:e7 T:e7 20. T:e7 f4 21. A:f4 Ce4 22. Ae5 Ah6 (non prevedendo la brillante continuazione dell'avversario) 23. C:e4 d:e4 24. Cg5! Df5 25. Db3+ Af7 26. C:f7 T:f7 27. T:f7 D:f7 28. Db8+ Df8 29. d5! e3 30. f4 D:b8 31. A:b8 Rf7 32. d:c6 Re8 33. b4 g5 34. g3 g:f4 35. g:f4 Rd8 36. a4 Rc8 37. Ad6 Ag7 38. Rf1 , il Nero abbandona.
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9 febbraio 2011

Dimenticato (ancora??)

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91 - Gosta Stoltz

Questo Grande Maestro svedese nacque il 9 maggio 1904 a Stoccolma. Di professione fu meccanico di automobili.
La sua carriera scacchistica è costellata da notevoli successi e da clamorose défaillances. A 22 anni, opposto a Mikhail Botvinnik nel match Stoccolma-Leningrado, pattò una partita perdendo la seconda. L'anno successivo giocò in quarta scacchiera all'olimpiade di Londra (+5 =5 -5), e nel 1928 fu schierato in prima scacchiera all'olimpiade dell'Aia (+6 =5 -5) , classificandosi poi 11° al torneo di Berlino vinto da Bogoljubov. La terza olimpiade (Amburgo 1930) lo vide ijn terza scacchiera (+7 =6 -4) e, quello stesso anno, vinse un match contro Isaac Kashdan (+3 =1 -2) e venne battuto da Rudolf Spielmann (+2 =1 -3); entrambi gli incontri si disputarono nella capitale svedese. Al torneo internazionale di Stoccolma di quell'anno giunse secondo, ex aequo con Bogoljubov, alle spalle di Kashdan.
Il 1931 fu un anno di intensa attività per Stoltz. All'olimpiade di Praga vinse la medaglia d'oro individuale in seconda scacchiera (+10 =7 -1), battè in match (Goteborg) il quotatissimo Salo Flohr (+4 =1 -3), ma venne poi battuto (+1 =3 -4) nell'incontro di rivincita disputato a Praga. Quello stesso anno, a Goteborg, pattò un match con Gideon Stahlberg (+2 =2 -2), altro futuro Grande Maestro svedese. Al torneo internazionale di Bled, vinto da Alekhine, giunse quarto e, alla fine dell'anno, al tradizionale torneo internazionale di Hastings, vinto da Flohr, fu quinto.
Nel 1932 vinse il torneo di Swinemunde.
Nel 1933 giocò in seconda scacchiera all'olimpiade di Folkestone (+5 =6 -3), vincendo la medaglia di bronzo di squadra, e fu secondo a Copenhagen dopo Nimzovitsch. L'anno seguente, a Stoccolma, venne battuto da Aaron Nimzovitch (+1 =3 -2) e fu terzo al torneo internazionale di Stoccolma, vinto da Erik Lundin.
Nel 1935, all'olimpiade di Varsavia, vinse l'argento di squadra ed il bronzo individuale giocando in seconda scacchiera (+8 =8 -3), per poi vincere ad Harnosand, classificarsi 4° a Orebro (vincitore Alekhine) e 5° a Bad Nauheim (vincitore Bogoljubov).
All'olimpiade non ufficiale di Monaco del 1936 giocò in terza scacchiera (+8 =7 -4), e partecipò ai due tornei internazionali di Helsinki, giungendo secondo dopo Petrov e terzo in quello vinto da Lundin.
All'olimpiade di Stoccolma del 1937 il suo risultato fu disastroso: +2 =3 -7 . Al torneo internazionale disputatosi lo stesso anno nella capitale svedese, e vinto da Reuben Fine, giunse 4°. Nel 1938 vinse il campionato svedese e nel 1939, al campionato svedese vinto da Stahlberg, fu 5°.
Come cittadino di una nazione neutrale, Stoltz potè giocare, negli anni bellici, sia in patria che in Germania. Dopo un 4° posto al campionato nazionale, nel settembre del 1941 partecipò al cosiddetto Europaturnier di Monaco di Baviera, vincendolo davanti al connazionale Lundin e ad Alekhine, campione del mondo in carica. Nel 1942, in giugno, giunse 6° a Salisburgo, nel torneo vinto da Alekhine, e in settembre fu 9° a Monaco di Baviera al cosiddetto "Campionato Europeo", vinto anch'esso da Alekhine. Nel 1943 fu primo a Stoccolma e nel 1944 fu terzo (dopo Lundholm e Keres) a Lidkoping.
Negli anni successivi al conflitto mondiale, Stoltz rallentò la sua attività, pur partecipando ad importanti manifestazioni. Nel 1946 fu secondo, dopo O'Kelly, a Beverwijk, 4° a Zaandam e 8° a Groningen, il grande torneo internazionale vinto da Botvinnik, per poi giungere secondo a Praga alle spalle di Najdorf.
Nel 1947 vinse il torneo zonale di Helsinki, ma l'anno successivo, al torneo interzonale di Saltsjobaden, concluse con un avvilente 18° posto. Rientrato in Svezia, vinse il torneo di Stoccolma, per poi classificarsi 4° a Karlovy Vary (Carlsbad), nel torneo vinto da Foltys. Nel 1950 giunse 9° a Bled e nel 1951 fu 8° a Dortmund, e 3° al torneo zonale di Praga- Marienbad vinto da Pachman. Sempre nel 1951 vinse il campionato svedese, impresa che gli riuscirà anche nei due anni successivi.
Nel 1950 la FIDE gli aveva assegnato il titolo di Maestro Internazionale. Nell'olimpiade del 1952, in seconda scacchiera, Stoltz ottenne un +3 =4 -3 che testimoniava dello scadimento della sua forza di gioco; all'Interzonale di Stoccolma di quell'anno, vinto da Kotov, ottenne infatti un deludente 16° posto e all'olimpiade del 1954 (Amsterdam), giocando in terza scacchiera, concluse con uno scialbo +0 =2 -0. Quello stesso anno, tuttavia, la FIDE gli riconobbe il titolo di Grande Maestro, soprattutto in forza dei suoi risultati prebellici.
La sua ultima apparizione fu al torneo internazionale di Belgrado del 1962 (12°), vinto da Pilnik.
Morì a Stoccolma il 25 luglio del 1963.
La partita che segue, giocata nel corso del suo match contro Spielmann, illustra le doti di attaccante e l'inventiva che Stoltz applicò al gioco durante la sua lunga ed altalenante carriera.
Spielmann - Stoltz (Stoccolma 1931): 1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cd2 Cf6 4. e5 Cfd7 5. Ad3 c5 6. c3 Cc6 7. Ce2 Db6 8. Cf3 c:d4 9. c:d4 Ab4+ 10. Rf1 f6 11. Cf4 (Spielmann, giocatore "tattico" in massimo grado, non si fa pregare per lanciare un attacco che ha come traguardo finale la cattura della Regina avversaria, ma Stoltz ha "visto tutto") f:e5 12. C:e5 e4 13. Af4 e:f3! (ormai il Bianco è in mezzo al guado e non può fare altro che proseguire) 14. Ac7 Cf6 15. C:g7+ Rf7 16. A:b6 Ag4 17. g3? (forse frastornato dall'inattesa piega presa dagli eventi, il Bianco commette l'errore che comprometterà la partita) Ah3+ 18. Rg1 R:g7 19. Ac7 The8 20. Ae5 C:e5 21. d:e5 T:e5 22. Db3 Ac5! 23. Af5 (Spielmann tenta uno dei suoi tatticismi, ma l'impresa è disperata) A:f5 24. D:b7+ Rg6 25. D:a8 Te2 26. h4 A:f2+ 27. Rf1 Ad3 28. h5+ Rg5 , il Bianco abbandona.
Radjabov ha definito questa partita come "la più bella mai giocata".
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8 febbraio 2011

Scacchi e alcool

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90 - Scacchi e alcool


Non sono rari i casi in cui un talento scacchistico è stato offuscato dallo smodato uso di vino o liquori di vario tipo.
Alfred de Musset, notissimo scrittore e frequentatore assiduo della Régence , morì a circa quarant'anni a causa dell'assenzio (che lui aveva battezzato "la fata verde") che ingurgitava in dosi massicce, senza tuttavia che il suo gioco ne risentisse troppo (era sicuramente della forza di un Maestro dell'epoca).
Verso la metà dell'Ottocento si ebbe il penoso caso di Cecil De Vère, fortissimo giocatore britannico che svolgeva la professione di giornalista presso un noto quotidiano londinese. Quando i medici gli diagnosticarono la tubercolosi (malattia fatale molto diffusa in quel secolo) iniziò a bere, fino a farsi licenziare dal giornale al punto che amici e conoscenti si accordarono per una colletta che gli consentisse di trasferirsi in una località marina. Tale trasferimento, tuttavia, non gli giovò molto, e si spense a trent'anni, consumato dal male.
Se quello di De Vère è un caso particolare (prima del fatale verdetto non era stato un grande bevitore), tutt'altro che particolare fu il caso di Mason, il giocatore di origine irlandese che, trasferitosi negli Stati Uniti, si rivelò come uno dei migliori giocatori della seconda metà del XIX secolo.
Nel corso dei tornei che Mason disputò ci fu sempre quello che, a mezza voce, i colleghi definivano il "Mason's Day" , il giorno in cui questo fortissimo giocatore non riusciva a resistere al richiamo della bottiglia e si presentava - quel giorno e a volte anche il seguente - davanti alla scacchiera pieno di whisky fino agli occhi. Risultato e classifica, ovviamente, ne risentivano in modo disastroso.
Steinitz non beveva, ma nel corso del suo match con Zukertort col titolo mondiale in palio approfittava largamente dello champagne che gli organizzatori mettevano a sua disposizione. "Fortifica i nervi" diceva. La sua demenza senile, comunque, non fu il prodotto dell'abuso di alcool.
Blackburne era famoso, oltre che per la sua tremenda forza di gioco, anche per la sua incredibile capacità di reggere il whisky. All'inizio di una simultanea presso una università britannica, gli studenti che dovevano affrontarlo gli fecero trovare, all'inizio e alla fine del tavolo, due bottiglie di ottimo whisky: giocò, vinse tutte le partite, e si scolò entrambe le bottiglie fino all'ultima goccia. E' da notare che il padre di Blackburne era un predicatore della Lega per la Temperanza...
E' noto che Alekhine, al tempo del suo match (1935) contro Euwe, dove il titolo mondiale passò all'olandese, si presentò alcune volte davanti alla scacchiera malfermo sulle gambe, cosa che, per stessa ammissione del campione detronizzato, fu da imputare anche all'eccesso di alcool.
Un Grande Maestro sovietico, Alexandr Tolush, trovò i suoi limiti proprio nell'abuso di vodka, e un Grande Maestro svedese, Gosta Stoltz, morì prima dei sessant'anni col fegato distrutto dall'abuso di liquori di vario tipo.
Ma questa notizia ci porta direttamente all'argomento del post n° 91.....
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2 febbraio 2011

Altro dimenticato

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89 - Herman Pilnik


Nacque a Stoccarda l' 8 gennaio 1914, e a 15 anni vinse il campionato cittadino. L'anno seguente (1930) emigrò in Argentina, Paese del quale ottenne la cittadinanza negli anni seguenti.
La sua carriera scacchistica internazionale inizia nel 1942 con un 10° posto a New York, un 2° posto a Mar del Plata, e la vittoria nel Campionato Argentino.
Nel 1944 , a Mar del Plata, fu primo ex aequo con Najdorf, e nell'estate del 1945 fu 3° al Torneo Panamericano di Hollywood-Los Angeles, vinto da Sammy Reshevsky.
Nel 1950 venne schierato come "prima riserva" della squadra argentina all'olimpiade di Dubrovnik, vincendo la medaglia d'oro individuale (+6 =3 -1) e quella d'argento come squadra.
Questo risultato gli valse il titolo di Maestro Internzionale.
Fermatosi in Europa, nel 1951 vinse il torneo di Beverwijk e quello di Vienna, e nel 1952 vinse a Belgrado. Quello stesso anno giocò in quarta scacchiera all'olimpiade di Helsinki (+6 =7 -1), dove la squadra argentina vinse la medaglia d'argento.
In considerazione dei ragguardevoli risultati ottenuti sul piano individuale, la FIDE lo nominò Grande Maestro nello stesso 1952.
Nel 1954, all'olimpiade di Amsterdam, giocò ancora una volta in quarta scacchiera (+3 =2 -2) e l'Argentina si aggiudicò l'argento di squadra. In tornei individuali, Pilnik vinse nel 1954 quello di Stoccarda, sua città natale.
Nel 1956 fu nuovamente quarta scacchiera argentina all'olimpiade di Mosca (+7 =3 -3), e giunse al 10° posto al Torneo dei Candidati di Amsterdam. Nel 1958, infine, giocò in prima scacchiera per l'Argentina (+5 =8 -2) all'olimpiade di Monaco di Baviera, dove la squadra vinse la medaglia di bronzo.
Viaggiò molto, e finì per stabilirsi a Caracas (Venezuela), dove divenne insegnante di scacchi alla locale Accademia Militare.
Morì a Caracas il 12 novembre 1981.
La partita che segue mostra le sue doti di attaccante, anche se opposto ad un altro famoso "attaccante".
Pilnik - Najdorf (Mar del Plata, 1942): 1. e4 c6 2. d4 d5 3. Cc3 d:e4 4. C:e4 Cf6 5. C:f6+ e:f6 6. c3 Ad6 7. Ad3 00 8. Dh5! (senza complimenti...) g6 9. Dh4 c5 10. Ce2 Cc6 11. Ah6 f5 12. Ag5 Db6 13. 00! c:d4 14. c:d4 Te8? (infelice... Qui iniziano i guai del Nero, anche se è difficile presagirli) 15. Ac4! h5 16. Tae1 Te4 17. Cf4! D:d4 (ed ora?) 18. T:e4 f:e4 19. C:h5! (l'inizio di una combinazione formidabile) g:h5 20. Af6!! Dc5 (non si può permettere nè lo scacco di D in g5, nè la presa del Ph5) 21. Td1!! Rf8 22. b4!! C:b4 23. Dg3!! (la pointe della combinazione) Ag4 24. T:d6 Cd3 25. A:d3 Dc1+ 26. Af1 Tc8 27. h3 D:f1+ (Najdorf tenta l'ultima carta) 28. Rh2 Dc1 29. h:g4 h:g4 30. D:g4 Dh6+ 31. Rg3 Tc3+ 32. f3 , il Nero abbandona.
Bella!
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31 gennaio 2011

"Il Costruttore"

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87 - Milan Vidmar (senior)

Nacque a Lubiana il 22 giugno 1885, si laureò (Vienna) in ingegneria elettrotecnica nel 1907 e, per non farsi mancare niente, nel 1911 in filosofia.
Titolare di cattedra all'università di Lubiana, fu rettore della stessa università nel 1928 e 1929.
Per un ventina d'anni, dal 1910 al 1930, fu considerato tra i migliori giocatori del mondo, anche se lo si può considerare come un "dilettante di lusso", e nel 1950 la FIDE gli conferì il titolo di Grande Maestro. Il suo soprannome di "costruttore" si deve al fatto che la sua profonda intuizione posizionale gli cnsentiva di creare situazioni vincenti che - di norma - venivano concluse da una spettacolare combinazione.
Ottenne risultati di assoluto prestigio: 3° a Praga nel 1908, 2° al grande torneo di San Sebastian del 1911, superato dal solo Capablanca, 1° nel 1918 a Berlino e Vienna, 3° al grande torneo di Londra del 1922, 3° a Semmering Baden nel 1926, 4° a New York e Londra nel 1927, 2° a Kosice nel 1928, dietro Capablanca ed Alekhine.
Fu arbitro internazionale ed arbitro capo al Campionato Mondiale del 1948 a Mosca.
Suo figlio, Milan Vidmar junior, divenne anch'egli Maestro, ma non riuscì ad eguagliare i successi del padre.
Ritiratosi dal "grande circo" dei tornei internazionali, praticò il gioco per corrispondenza sempre nella qualità di "dilettante".
Vidmar - Adam (per corrispondenza, 1936-37): 1. d4 d5 2. Cf3 e6 3. c4 Cf6 4. Ag5 Ab4+ 5. Cc3 d:c4 6. Da4+ Cc6 7. e4 Ad7 8. Dc2 h6 9. Ad2 Ca5 10. 000 (all'epoca si proseguiva con 10. e5 Cg8 11. Ae2 Ce7 12. Ce4 A:d2+ 13. Ce:d2 b5 con buon controgioc del Nero. Il tratto del testo costituiva una novità teorica) Ac6 11. d5! e:d5 12. C:d5?! (rischiosa. Meglio 12. e:d5 Ad7 13. Te1+ Rf8 14. Ce5 e il Bianco sta meglio) A:d2+ 13. T:d2 00! 14. Ce3 (debole risulta 14. Cb6 per 14. ... a:b6 15. T:d8 Cb3+! 16. a:b3 Ta1+ 17. Rd2 T:d8+) De7 15. e5 Cd7 16. Cf5 Db4 17. Td4 C:e5! 18. Ae2 Tfe8 19. C:e5 T:e5 20. Tg4 Tae8?? (il Nero, che fino a questo momento aveva giocato al meglio, commette un grave errore che consente all'avversario di chiudere con una spettacolare combinazione che, tuttavia, era molto difficile da individuare) 21. C:h6+ Rf8 22. Dh7! T:e2 (22. ... g:h6 23. Dg7+ porta alla medesima conclusione) 23. D:g7+ Re7 24. Td1!! Ad5 25. Dg5+! (non cadendo in tentazione: 25. T:d5? Te1+ 26. Td1 T:d1+ 27. R:d1 Rd8!) f6 26. Te4+!!! , il Nero abbandona.
Ad esempio: 26. ... A:e4 27. Dg7+ Re6 28. Df7+ Re5 29. f4+ R:f4 30. D:f6+ Re3 31. Cg4 matto, oppure 26. ... T:e4 27. D:d5 e c'è il matto sia dopo 27. ... Tf8 28. Dd7 , che dopo 27. ... Te6 28. Dd7+ Rf8 29. Df7.
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29 gennaio 2011

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84 - Andrija Fuderer

E' nato il 13 maggio 1931 a Subotica (provincia autonoma della Vojvodina, Croazia, Jugoslavia) e già nel 1947 fu campione giovanile di Jugoslavia; a vent'anni fu campione croato, poi, sempre nel 1951, giunse secondo (dopo Braslav Rabar) nel Campionato jugoslavo. L'anno seguente fu sempre secondo dopo Trifunovic, e nel 1953 risultò vincitore.
La sua carrera scacchistica fu brevissima: 4° a Bled nel 1950, 2° a Dortmund l'anno seguente, 5° a Beverwijk nel 1952, 1° a Saarbrucken nel 1953 e secondo ad Abbazia quello stesso anno, 4° al Zonale di Monaco di Baviera del 1954, 3° ad Hastings nel 1954-55 (dietro Keres e Smyslov).
Partecipò a tre olimpiadi: nel 1952 vinse la medaglia di bronzo di squadra, nel 1954 ancora bronzo di squadra e argento individuale, e nel 1958 argento di squadra e bronzo individuale. Fu anche medaglia d'argento di squadra al primo Campionato Europeo a squadre (Vienna 1957).
A ventuno anni fu Maestro Internazionale, e la FIDE gli riconobbe il titolo di Grande Maestro honoris causa nel 1990.
Dopo l'insuccesso all'Interzonale di Goteborg del 1955 (14°) decise di dedicarsi agli studi universitari, e si laureò all'università di Zagabria diventando un noto ricercatore nel campo della chimica. Si stabilì in seguito in Belgio, ad Anversa.
Le due partite che seguono illustrano il suo stile di gioco.
Fuderer - Tartakower (Bled 1950): 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 a6 4. Aa4 Ab4?! 5. 00 Cge7 6. c3 Aa5 7. d4 e:d4 8. b4 Ab6 9. c:d4 00 10. d5 Ca7 11. Ca3 c5 12. d6 Cg6 13. Cc4 c:b4 14. Ag5 f6 15. C:b6 D:b6 16. Ae3 Dd8 17. e5!! C:e5 18. C:e5 f:e5 19. f4!! e4 20. f5!! (una "combinazione posizionale" davvero impressionante) Cc6 21. Dd5+ Rh8 22. f6! (qui voleva arrivare il Bianco...) g:f6 23. Ab3 b5 24. Tf4 Ab7 25. Th4 f5 26. Th6 Rg7 27. Tf1 Tf6 28. T:f5 T:h6 29. A:h6+ Rh8 30. Df7 Db6+ 31. Rh1 Dd4 32. Df8+ , il Nero abbandona.
Fuderer - Milic (Zagabria 1956): 1. c4 e6 2. Cc3 d5 3. d4 Cf6 4. Ag5 Ae7 5. e3 00 6. Tc1 h6 7. Ah4 Ce4 8. A:e7 D:e7 9. Dc2 c6 10. Ad3 C:c3 11. D:c3 Dg5 12. Cf3! D:g2 13. Re2 Dh3 14. Tcg1 f5 15. Tg3 Dh5 16. Thg1 Tf7 17. Da3! Cd7 18. Re1 d:c4 19. A:c4 f4 20. T:g7+!! T:g7 21. A:e6+ Rh8 22. T:g7 R:g7 23. De7+ Rh8 24. Ce5! f:e3 25. f4 , il Nero abbandona.
Questo ERA già un Grande Maestro.
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24 gennaio 2011

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81 - Ramòn Rey Ardid

Nato a Saragozza nel 1903, iniziò a coltivare gli scacchi nel 1918, e già nel 1924 fece parte della squadra spagnola alla "0limpiade" di Parigi. Nel 1926 si laureò in medicina summa cum laude e si trasferì a Madrid per specializzarsi in neuropsichiatria. Nel 1929 divenne campione spagnolo battendo (+4 =2 -1) l'esperto Manuel Golmayo, e tenne il titolo per 13 anni.
Nel 1934, al torneo di Sitges, una località turistica ad una quarantina di chilometri da Barcellona, giunse secondo dopo Lilienthal, lasciandosi alle spalle giocatorin del calibro di Spielmann e Tartakower.
Nel 1944 abbandona le competizioni ufficiali, giocando tuttavia un match contro Alekhine su quattro partire, col risultato di -1 =3.
Direttore della Clinica Psichiatrica di Saragozza dal 1945, fu il primo titolare della cattedra di Psichiatria all'università di Saragozza (1966). Fu il traduttore di Freud in lingua spagnola.
Morì a Saragozza nel 1988.
Tartakower - Rey Ardid (Sitges 1934): 1. d4 d5 2. c4 e6 3. Cf3 Cf6 4. Cc3 c5 5. c:d5 C:d5 6. g3 c:d4 7. C:d4? C:c3 8. b:c3 e5 9. Cb5 Da5! 10. Dd5 Cc6 11. Tb1 Ae6 12. Cd6+ A:d6 13. D:d6 Td8 14. Da3 Cd4! 15. Db2 Af5 16. Ad2 Cc2+ 17. Rd1 Ca3 18. Db4 Dd5 19. Tb2 D:h1 , il Bianco abbandona.
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Combinazione spettacolare

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80 - New York 1931

Nel 1931 si giocò a New York un torneo che allineava i migliori giocatori statunitensi, oltre al canadese Fox, classificatosi ultimo.
Il torneo fu vinto da Capablanca con 10 su 11 (concesse due patte a Kashdan, giunto 2° a 8 1/2, e a Herman Steiner, 4°-6° con 5 1/2), al terzo posto si classificò Kevitz (7 punti) mentre al 4°-6° posto, oltre a Steiner e Santasiere, si classificò Horowitz.
La partita tra Horowitz e Kevitz si concluse quando tutto pareva annunciare una lunga lotta.
Horowitz - Kevitz (New York 1931): 1. Cf3 Cf6 2. c4 b6 3. d4 Ab7 4. Cc3 e6 5. e3 Ab4 6. Ad3 00 7. 00 d5 8. c:d5 e:d5 9. a3 A:c3 10. b:c3 Cbd7 11. c4 c5 12. Ab2 Tc8 13. Tc1 a6 14. Ce5 c:d4 15. e:d4 d:c4 16. C:c4 b5 17. Cd6 T:c1 18. D:c1 Aa8 19. Cf5 Cd5 20. Te1 C7b6 21. Te4 Te8.
A questo punto Horowitz afferrò la propria Regina e, annunciando matto in 7 mosse, giocò
22. Dg5!!
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23 gennaio 2011

Per la serie "dimenticati"

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79 - Josef Cukierman

Nato nel 1900 a Grodek, vicino a Bialistok, città nella quale vive attualmente mio figlio Daniele (ah, ve l'avevo già detto?), di origine ebraica, Josef Cukierman si trasferì a Parigi, acquisendo la cittadinanza francese e risultando ben presto uno dei migliori giocatori di Francia.
Nel 1941 si suicidò gettandosi dal balcone di casa.
La partita che segue venne giocata nel 1931, nel corso del torneo magistrale del Cercle de Philidor.
Cukierman - Tartakower: 1. d4 Cf6 2. Cf3 b6 3. c4 Ab7 4. g3 c5 5. d5 e6 6. Cc3 e:d5 7. c:d5 b5 8. Ag5! b4 9. Ce4 d6 10. A:f6 g:f6 11. Da4+ Re7 12. Ch4 Ac8 13. Ag2 Db6 14. Tc1 Ca6 15. Db3 Ah6 16. Df3! f5 17. Tc4! f:e4 18. T:e4+ Rf8 19. Df6 Ag7 20. De7+ Rg8 21. De8+ Af8 22. Te7 Ae6 23. d:e6! T:e8 24. e:f7+ Rg7 25. f:e8=D+ Rh6 26. T:h7+! , il Nero abbandona.
Energica e brillante.
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18 gennaio 2011

Un altro semidimenticato

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76 - Oldrich Duras

Nella Boemia Cemtrale c'è una cittadina, Pchery, di circa 2000 abitanti; una sua frazione si chiama Humny. In questo piccolo agglomerato di case, situato tra verdi colline, nacque il 30 ottobre 1882 Oldrich Duras.
Nel primo decennio del XX secolo, Duras fu uno dei giocatori più temuti del panorama internazionale. Rivelatosi al torneo di Hilversum del 1903 (2° alle spalle di Leonhardt), nel 1906 fu nuovamente secondo a Norimberga, superato unicamente dallo scatenato Marshall, ma lasciandosi alle spalle Tarrasch, Vidmar, Cigorin e diversi altri Maestri di fama internazionale. Sempre nel 1906 vinse il torneo di Ostenda.
L'anno seguente fu 2° a Vienna, ma soltanto 7° a Ostenda, potendo tuttavia vantare vittorie negli scontri individuali con Tartakower, Blackburne e Nimzovic.
Il 1908 lo vide vincitore a Praga (ex aequo con Schlechter) e vincitore a Vienna (ex aequo con Schlechter e Maròczy). Nel 1909 fu 3° a San Pietroburgo e nel 1910 2° ad Amburgo, e nel 1912 vinse il campionato tedesco (Breslavia) ex aequo con Akiba Rubinstein, battendo lo nello scontro diretto, e 2° ad Abbazia.
Lasciò il gioco per dedicarsi unicamente alla composizione di studi e non si ebbero più sue partecipazioni significative dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale in poi.
Quando la FIDE, nel 1950, rese ufficiale il titolo di Grande Maestro, Duras figurò nell'elenco dei 27 giocatori insigniti di tale titolo.
Vinse in match individuali contro Nimzovic, Schlechter, Teichmann e Janowski, mentre pareggiò il risultato complessivo degli incontri con Maròczy e Tarrasch.
Morì a Praga il 5 gennaio 1957.
Giocatore dallo stile "posizionale" non disdegnava - avendone l'opportunità - il lanciarsi in combinazioni mozzafiato, come quella che conclude la partita che segue.
Duras - Teichmann (Ostenda 1906): 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 a6 4. Aa4 Cf6 5. 00 Ae7 6. Te1 d6 7,. c3 00 8. h3 h6 9. d4 Ad7 10. Cbd2 Te8 11. Cf1 Af8 (questa, che potremmo definire, "fase preliminare", si svolge in maniera abbastanza insolita secondo le abitudini attuali, ma per l'epoca era tutt'altro che disprezzabile) 12. Cg3 g6 13. Ab3 De7 14. Ae3! (il Nero procede con i piedi di piombo e Duras ne approfitta per piazzare i propri pezzi in posizione ottimale) Ag7 15. d5 Cd8 16. c4 b6 17. Ac2 a5 18. Ch2 Rh7 19. Tb1 Cg8 20. f4 e:f4 21. A:f4 Ae5 22. A:e5! (rimuove un possibile difensore dell'arrocco avversario) D:e5 23. Ce2 Dg7 24. Cf3 Cb7 25. Cg3 Cc5 26. Dd2 Te7 27. Df2 Tae8 28. Te2 Rh8 29. b3 Cf6 30. Tbe1 Ch7 31. Ab1 Cg5 32. C:g5 h:g5 33. Df3 Dd4+ 34. Rh2 Rg7 35. Tf2 De5 36. Tef1 Th8 37. Rg1 Th4 38. Te3 Th6 39. a3 g4 40. h:g4 A:g4 41. Tf4 Ad7 42. Df2 Ae8 (fino a questo momento la partita è stata abbastanza "noiosa", con manovre a distanza e rare minacce concrete. Improvvisamente la faccenda esplode con una sequenza combinativa da parte del Bianco) 43. Tf5! Dc3 44. e5! d:e5 45. Tg5! (di colpo, tutto l'apparato difensivo del Nero inizia a traballare) Rh7 46. Cf5 g:f5 47. D:f5+! Tg6 48. Df6! (la situazione del Nero si fa drammatica) Dd4+ 49. Tf2 Dd1+ 50. Rh2 e4! (ultima risorsa a disposizione del Nero) 51. D:e7 Th6+ 52. Rg3 De1! (Teichmann si difende con unghie e denti. La presa di Torre in f7 sarebbe mortale) 53. D:e8 De3+ 54. Rg4 f5+ 55. Tg:f5 Tg6+ 56. D:g6+(unica... ma vincente) R:g6 57. Tf6+ Rg7 58. Tf7+ Rg8 59. Tf8+ Rg7 60. T2f7+ Rg6 61. Tf6+ Rg7 62. T8f7+ Rg8 63. Rh5! De2+ 64. g4 , il Nero abbandona.
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14 gennaio 2011

Gli "stupidi titoli" negli scacchi

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75 - Grandi Maestri & Co.

Qualche anno fa, Nigel Short sbottò con un:"Basta con questi stupidi titoli!". In effetti, da parecchi anni non è tanto il "titolo" a definire la reale forza di gioco bensì l'indice Elo dell'interessato; potete anche ssere Grande Maestro, ma se avete un Elo di duemilatrecentoerotti col vostro titolo non spaventate più di tanto.
Il titolo di "Maestro" non ha una storia ben definita, e risale all'Ottocento, periodo in cui nacquero diverse Federazioni nazionali o regionali, che si auto-autorizzarono a concedere il titolo di Maestro a giocatori che avessero ottenuto successi in tornei di un certo livello. Si ebbero, in quel periodo, tornei "riservati" a Maestri riconosciuti dalle ripettive Federazioni ed ai quali potevano partecipare anche - occasionalmente - alcuni "dilettanti".
Poco più di un secolo fa lo zar di Russia coniò l'espressione "Grande Maestro" in occasione di un torneo di livello mondiale a San Pietroburgo, ma la vera regolamentazione per l'assegnazione dei titoli avvenne nel secondo dopoguerra, quando, morto Alekhine, la FIDE prese in mano con autorevolezza l'organizzazione scacchistica mondiale. Vennero nominati una ventina di Grandi Maestri (GM) honoris causa, fu istituito il titolo di Maestro Internazionale (MI), quello di Maestro (M) e di Candidato Maestro (CM).
Si ebbero così le cosiddette "norme", e cioè la percentuale di punti da ottenersi in un determinato torneo, la cui "forza media" veniva determinata dalla presenza di GM, MI e M.
L'avvento del sistema Elo sottrasse ai "titoli" una parte dell'importanza che essi avevano avuto, e l'abbassamento delle "norme" incrementò il numero di GM; se all'epoca dei campioni mondiali Botvinnik, Petrosjan e Tal un'ottantina di GM veniva già considerata eccessiva, che cosa dovremmo dire del migliaio abbondante che oggigiorno calcano le scacchiere del globo?
E' stata proposta l'istituzione del titolo di "Super Grande Maestro", ma ormai è l'indice Elo a farla da padrone.
Parallelamente, e chiaramente a scopi di sponsorizzazione (quattrini), si sono istituiti "titoli" decisamente ridicoli. Vediamone qualcuno.
"Amici Onorevoli della FIDE" (Most Esteemed Friend of FIDE) risultano essere le birrerie nigeriane così come la Carlsberg delle Filippine, le linee aeree dell'Angola, delle Seychelles, del Mozambico e le British Airways dello Zambia, le Assicurazioni Statali dello Zambia, l'hotel Polana del Mozambico, una non meglio identificata United Concrete Products e la Compagnia petrolifera delle Seychelles.
Ciò risulterebbe di scarso rilievo se non fosse seguito dal titolo di "Cavalieri della FIDE" (Knights of FIDE) assegnato al presidente del consiglio di amministrazione della Walt Disney Company, tale Michael Eisner, e dal suo omologo della Daimler Chrysler AG tedesca, Jurgen Schrempp.
Vengono poi i "Grandi Cavalieri della FIDE" (Grand Knights of FIDE) nel cui elenco figurano l'ex presidente delle Filippine Corazon Aquino, il presidente nigeriano Ibrahim Badamasi Babangida, ed in memoriam Ernesto Che Guevara (che, pur essendo appassionato di scacchi, non si vede come abbia potuto meritare tale "onore").
Nel 1999 si ebbe poi un altro "titolo": Commender of the Legion of Grandmasters , del quale vennero insigniti il presidente del consiglio della Georgia, il campione mondiale dei pesi massimi Lewis ed il presidente della francese Disney Consumer Products. Non soddisfatta, la FIDE antepose un Grand al titolo appena nominato e rifilò tale riconoscimento al presidente francese Chirac, a papa Giovanni Paolo II ed all'ex presidente delle Filippine Fidel Ramos, personaggi che probabilmente non hanno mai toccato una scacchiera.
Sponsorizzazioni, va bene, ma.... insomma....
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13 gennaio 2011

Altro semidimenticato.....

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74 - Klaus Junge



Il 1° gennaio 1924, nella città cilena di Concepciòn, nacque Klaus Junge, da padre tedesco e madre cilena. Suo padre Otto trasferì tutta la famiglia in Germania quando Klaus aveva quattro anni e nel 1932 si iscrisse al partito nazionalsocialista che stava per prendere il potere. Sia Klaus che gli altri quattro figli crebbero nella Germania di Hitler e divennero ferventi sostenitori del Nazismo.
La passione per gli scacchi Klaus l'ereditò dal padre, che aveva vinto nel 1922 il Campionato Cileno, e ben presto il giovane si rivelò un autentico talento scacchistico; nel 1939 , in occasione della Jugendschachwoche (Settimana Scacchistica Giovanile) venne affidato alle cure del primo allenatore della squadra scacchistica tedesca Willi Schlage.
E' necessaria una breve digressione a proposito di quest'ultimo personaggio. Si trattava di un Maestro di non eccelsa forza, i cui maggiori successi furono le vittorie (1921 e 1926) nel Campionato cittadino di Berlino. Nato nel 1888, dovette l'incarico - dal 1935 in poi - soprattutto alla sua sicura fede nazionalsocialista e nel 1936 fu allenatore della squadra tedesca alla "Olimpiade" non ufficiale di Monaco di Baviera, avendo come... collaboratori nientepopodimeno che Bogoljubov (altro fervente nazista) ed Alekhine (le cui simpatie per il nazismo sono ormai certificate storicamente).
Tornando a Klaus Junge, il ragazzo venne inserito in una squadra giovanile che annoverava tra i suoi componenti Wolfgang Unzicker (allora quattordicenne), destinato ad una brillante carriera, Rudolf Kunath (quindicenne), Karl Krbavic (diciassettenne) e la diciassettenne Edith Keller.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Junge, troppo giovane per vestire la divisa, continuò a praticare il gioco fino a quando, nel 1941, vinse il Campionato cittadino di Amburgo, per poi qualificarsi per il Campionato assoluto tedesco vincendo, in maggio, il torneo di Bad Elster. Nell'agosto di quell'anno vinse ex aequo con Paul Felix Schmidt l'8° Campionato tedesco di Bad Oeynhausen, ma venne battuto (+0 =1 -3) nel match di spareggio disputatosi a Bromberg. Sempre nel 1941, in ottobre, si disputò in Polonia (Cracovia e Varsavia) il cosiddetto "Campionato del Governatorato Generale" (la Polonia era ormai ridotta a "colonia" tedesca), e Klaus giunse 4°, alle spalle di Alekhine, Schmidt e Bogoljubov.
Rientrato in Germania, nel gennaio del 1942 Junge vinse il torneo di Dresda, per poi giungere secondo (dopo Niephaus) a Lipsia e nuovamente secondo (dopo Carls) a Rostock. Nel giugno di quell'anno giocò il torneo di Salisburgo e si classificò 3°-4° ex aequo con Schmidt, dietro Alekhine e Keres. In settembre fu 7° a Monaco di Baviera, nel cosiddetto "Primo Campionato Europeo" vinto da Alekhine ed il mese seguente fu nuovamente in Polonia per il "Campionato del Governatorato Generale" (Varsavia, Lublino e Cracovia), nel quale giunse secondo dopo Alekhine; in dicembre fu primo ex aequo con Alekhine a Praga, nel torneo celebrativo di Duras.
Negli anni 1942 e 1943 Klaus Junge giocò tre tornei per corrispondenza, nel corso dei quali battè tra gli altri Diemer e Teschner, ma le scacchiere erano ormai finite in cantina in una Germania martellata dai bombardamenti degli Alleati.
Nel giugno del 1944 ci fu lo sbarco anglo-americano in Normandia e, dopo aver liberato la Francia dal dominio nazista, gli Alleati allungarono i loro tentacoli verso il Reno, lo superarono e nell'aprile del 1945 alcune loro divisioni puntarono su Amburgo. Junge vestì la divisa della Wehrmacht e, come sottotenente, partecipò alla battaglia svoltasi nei pressi della cittadina di Welle e, il 17 aprile, pochi giorni prima della fine della guerra, rimase ucciso.
Ed ecco la sua vittoria contro il grande Alekhine al torneo di Salisburgo del 1942.
Alekhine - Junge: 1. d4 d5 2. c4 e6 3. Cc3 c6 4. e4 d:e4 5. C:e4 Ab4+ 6. Cc3 (6. Ad2!) c5 7. Ae3 Da5 8. Cge2 c:d4 9. A:d4 Cf6 10. a3 Ae7 11. Cg3 Cc6 12. b4 Dc7 13. e3 00 14. Ae2 b6 15. 00 Ab7 16. Cb5?! (un piano di gioco abbastanza velleitario. Meglio 16. f4) Db8 17. Dc1 a6 18. Cc3?! (Alekhine sopravvaluta la propria posizione. Meglio 18. Cd4) Dc7 19. Ca4 Cd7 20. Td1 Cce5! (era minacciata 21. T:d7) 21. f3 a5! 22. Db2 a:b4 23. a:b4 Af6 24. Db3?! (Junge ha finora reagito con precisione ed il campione mondiale non trova la giusta continuazione, che consisteva in 24. Ad4 C:c4 25. A:c4 D:c4 26. A:f6 C:f6 27. C:b6 T:a1 28. T:a1 Db5 29. Dd4 con gioco equilibrato. Dopo il tratto del testo il suo giovane avversario troverà il modo di metterlo in difficoltà) b5! (eccellente procedimento di distruzione dell'ala di Donna del Bianco) 25. c:b5 Ad5 26. T:d5 (unica) e:d5 27. Tc1 Cc4 28. A:c4 d:c4 29. T:c4 De5 (ora è il Nero ad aver assunto un atteggiamento aggressivo, e non si può fare a meno di ammirare sia la resistenza di Alekhine che la precisione di Junge) 30. Cc5 Cb6 31. Tc1 Cd5 32. Cge4 C:e3 33. D:e3 Ta1 34. Tf1 Td8 35. C:f6+ D:f6 36. b6 T:f1+ 37. R:f1 D:b6 38. De4 Rf8 39. Rf2 Te8 40. Dd4 Rg8 (giunti al controllo del tempo si può valutare serenamente la posizione, nettamente favorevole al Nero, ma il finale risulterà molto laborioso) 41. Cb3 Tb8 42. D:b6 T:b6 43. g4 T:b4 (si vede ora come la valutazione posizionale di Junge col suo 24° tratto fosse corretta) 44. Cc5 f6 45. Rg3 Rf7 46. Cd3 Td4 47. Cf4 Tc4 48. h4 Tc5 49. Ch5 g6 50. Cf4 Re7 51. h5 g5 52. Ce2 Tc4 53. Rf2 Re6 54. Cg3 Re5 55. Cf5 Rf4 56. Ce3 Tc5 57. Cg2+ Re5 58. Ce3 Rd4 59. Cd1 Tc1 60. Ce3 Tc5 (secondo controllo del tempo, col Bianco in fase di paralisi progressiva) 61. Cd1 Rd3 62. Ce3 Te5 63. Cf1 Te2+ 64. Rg1 Ta2 65. h6 Re2 66. Rg2 Tb2 67. Cg3+ Re3+ 68. Rh3 R:f3 69. Ch5 Tb6 , il Bianco abbandona.
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12 gennaio 2011

Totalmente dimenticato

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73 - Isaac Oskarovich Lipnitsky

Nel 1949 Mikhail Botvinnik, nel corso di una delle sue numerose "lezioni", dsse:" Ho analizzato una partita di Lipnitsky, un giovane Candidato Maestro di Kiev, e le sue note. Secondo me, si tratta di un giocatore con un grande futuro".
Lipnitsky nacque a Kiev nel gennaio del 1923, iniziò a coltivare gli scacchi all'epoca delle scuole elementari, giocando presso il locale circolo dei Giovani Pionieri. Uno dei suoi più acerrimi avversari fu David Bronstein (di un anno più giovane) il quale, nel suo L'apprendista stregone (1995), riporta una sua patta del 1938 contro Lipnitsky.
Il giovane Isaac partecipò, a 16 anni, al suo primo Campionato Ucraino (c'era anche Bronstein) e totalizzò un onorevole 8 su 15, piazzandosi mezzo punto davanti al suo amico David. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo vide militare come ufficiale dell'Armata Rossa; nella battaglia di Stalingrado e nella successiva avanzata sovietica verso la Germania nazista Lipnitsky ebbe quattro citazioni all'ordine del giorno e tre decorazioni al valore.
Nel 1947, dopo la smobilitazione, Lipnitsky rientrò a Kiev, riprese a giocare ad alto livello fino a quando, nel 1949, vinse il Campionato Ucraino, con un +14 =3 -2 (l'anno precedente si era classificato secondo a mezzo punto dal vincitore, Bannik). Ripeterà il risultato nel 1956, cn un autorevole 15 su 19, questa volta sopravanzando Bannik di un punto.
Fin dal periodo giovanile Lipnitsky mise in mostra uno stile "strategico", che tuttavia non gli valse inviti all'estero da parte della politicizzata Federazione sovietica. Solo per questo motivo non riuscì ad acquisire titoli "internazionali", sebbene Chessmetrics , che si diletta di calcolare gli indici Elo prima della loro creazione, gli attribuisca (1950) un rating di 2729.
Morì di una forma di leucemia a soli 36 anni, a Kiev. Ecco la sua partita contro Smyslov al 18° Campionato Sovietico (1950):
Lipnitsky - Smyslov: d4 d5 2. Cf3 Cf6 3. c4 c6 4. c:d5 c:d5 5. Cc3 Cc6 6. Af4 e6 7. e3 Ae7 8. Ad3 Cb4 (Smyslov cerca complicazioni, vista la sua non esaltante classifica a questo punto del torneo. Con 8. ... 00 9. 00 Ch5 il Nero ha una buona partita) 9. Ab1 00 10. a3 Cc6 11. Dd3! (lasciando il Re al centro ed iniziando immediatamente a minacciare il Re avversario) Ad7 12. h4 Db6 (forse era migliore 12. ... Da5 con l'intenzione di portare il Cavallo in e4) 13. Ce5 Tfd8 14. Ta2! (all'apparenza disgustosa, questa mossa di Torre vanifica qualsiasi possibilità di controgioco del Nero. "Un tratto da Maestro nel vero senso della parola" commenta Kotov) Rf8 (Smyslov sente puzza di bruciato...) 15. g4 C:e5 16. d:e5 Ce4 17. f3! (semplice. Ora il Bianco guadagna il Ph7 senza immediate minacce da parte dell'avversario) C:c3 18. D:h7 Re8 19. b:c3 Tdc8 20. Rf2 Af8 21. g5 Tc4 (21. ... T:c3 22. g6!) 22. Rg3 Rd8 23. Dg8 Rc7 24. D:f7 ("A questo punto tutto è molto semplice" è il commento di Kotov "La sinergia tra la superiorità materiale e l'iniziativa assicura al Bianco una facile vittoria") Ac5 25. Ad3 T:c3 26. Tb1 Tb3 27. Tc1 Da5 28. Tac2 b6 29. De7 T:d3 30. T:c5+ b:c5 31. T:c5+ D:c5 32. D:c5+ Ac6 33. Dd6+ Rb6 34. a4 Te8 35. g6 a5 36. Ag5 Tc8 37. Ad8+ Rb7 38. De7+ Rb8 39. A:a5 Tb3 40. Ab4 d4 41. Ad6+ Rh8 42. D:e6 , il Nero abbandona.
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11 gennaio 2011

Per la serie "i semidimenticati"

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72 - Nikolai Nikolaievic Rjumin



Nikolai Rjumin nacque a Mosca il 5 settembre 1908. Apprese gli scacchi da ragazzo, e già nel 1929 giunse secondo al Campionato di Mosca (un torneo la cui forza media era nettamente superiore a quella di diversi tornei internazionali), ripetendo il risultato anche l'anno seguente (1930). Nel 1931 vinse (6 1/2 a 1 1/2) un match con Grigoriev, per poi infilare una serie di successi nel Campionato di Mosca dal 1931 al 1936, un risultato che sarà eguagliato una decina d'anni dopo dal grande Vasili Smyslov.
Gli appassionati scacchistici sovietici si chiedevano, a metà degli anni '30, se il miglior giocatore dell'URSS fosse Rjumin o Botvinnik (di tre anni più giovane). Botvinnik, è vero, aveva vinto il 7° Campionato sovietico (1931) lasciando il secondo posto a Rjumin, ma il distacco dei due dal resto dei concorrenti era tale da lasciare sospeso l'interrogativo; in effetti, il risultato finale venne deciso dallo scontro diretto tra i due.
Rjumin soffriva di tubercolosi, ma questo non gli impedì di raggiungere eccellenti risultati in importanti tornei, oltre a dedicarsi ad un pesante lavoro organizzativo presso il Circolo Scacchistico di Mosca. Nel 1934, presso la fabbrica di motori "Stalin" di Mosca, Rjumin e Botvinnik si esibirono in una partita di scacchi viventi (di ispirazione "sportiva") dove i Re erano
rappresentati da sollevatori di pesi, le Regine da giocatori di tennis, le Torri da atleti armati di fucile mitragliatore (sic!), gli Alfieri da ciclisti, i Cavalli da lanciatori di givellotto ed i Pedoni da giocatori di calcio.
Rjumin fu anche un puntiglioso analista (soprattutto dell'Ovest Indiana); dal 1936 in poi la sua salute andò declinando, ed allo scoppio della Guerra Mondiale venne trasferito ad Omsk, in Siberia, non essendo giudicato idoneo al servizio militare. Morì in questa città nel 1942.
Al torneo internazionale di Leningrado del 1934 si era piazzato al secondo posto (ex aequo con Romanovski) alle spalle di Botvinnik. Ecco la sua brillante vittoria contro Euwe.
Rjumin - Euwe (Leningrado 1934): 1. c4 e5 2. Cc3 Cc6 3. Cf3 Cf6 4. d4 e4 5. Cd2 (5. Cg5 h6 6. Cg:e4 C:e4 7. C:e4 Dh4 e, secondo analisi sovietiche, il Nero ne esce tranquillo) C:d4 6. Cd:e4 Ce6 7. g3 C:e4 8. C:e4 f5?! (meglio 8. ... Ab4+ 9. Ad2 A:d2+ 10. D:d2 b6) 9. Cc3 Ab4 10. Ad2 00 11. g2 f4?! (proseguendo in un attacco troppo ottimistico. Meglio 11. ... d6) 12. Cd5 Ad6 (inevitabile, visto che 12. ... A:d2+ 13. D:d2 Dg5 14. Ah3 pone al Nero seri problemi) 13. Ac3 Tb8 (Euwe commenta: "L'unica possibilità del Nero per ottenere controgioco") 14. Dd3 Dg5 15. h4 Dh6 16. g4! (avviando decisamente un attacco contro il Re avversario) Cc5 17. Dd2 b6 18. 000 Ab7 19. g5 De6 20. Dd4 Df7 (20. ... Tf7 21. Af3) 21. h5 Ce6 22. Dd3 Cc5 (22. ... C:g5 23. h6 e l'attacco del Bianco è irresistibile) 23. Dd2 f3 24. g6! (24. A:f3 Af4 25. e3 A:e3) Df4 (24. ... Df5 25. A:f3 Af4 26. Ce7+ Rh8 27. A:g7+ , mentre nelle sue note alla partita Euwe afferma:"Se ora il Nero prende in g6 segue 25. h:g6 D:g6 26. A:f3 - minacciando 28. Tdg1 - può abbandonare") 25. C:f4 A:f4 26. e3 f:g2 27. Th4! Ag5 28. g:h7+ R:h7 29. Dc2+ Rg8 30. Tg4 Ce6 31. f4 Af3 32. T:g2 , il Nero abbandona.
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10 gennaio 2011

Un campione semidimenticato

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71 - Rashid Ghibiatovic Nezhmedtinov

Nasce il 15 dicembre 1912 ad Aktiubinsk (oggi Aqtobe), nel Kazakistan, in una famiglia di contadini poverissimi. Rimasto orfano in giovane età, si trasferì a Kazan con due fratellastri e la Rivoluzione d'Ottobre gli fornì l'opportunità di frequentare le scuole superiori. In quel periodo iniziò ad interessarsi agli scacchi, con quotidiane apparizioni al circolo locale, nel corso delle quali apprese i fondamentali del gioco unicamente osservando le partite dei soci. A quindici anni partecipò al Campionato Giovanile di Kazan concludendo con un formidabile 15 su 15. Nel frattempo si era interessato anche alla dama, e nel 1928 vinse il campionato di Kazan; poi, due anni dopo, fu campione cittadino sia di scacchi che di dama.
Terminati gli studi superiori, si iscrisse alla facoltà di Fisica e Matematica. Poi, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale (quella che i sovietici definivano la Grande Guerra Patriottica), e Rashid prestò servizio nell'Armata Rossa raggiungendo il grado di ufficiale; smobilitato nel 1947, tornò a Kazan e, quello stesso anno, giunse secondo al Campionato Federale Russo. Nel frattempo, aveva guadagnato il titolo di Maestro nella dama, mentre un suo match con Mikenas (designato dalla Federazione come suo "esaminatore") si concluse in parità (+4 =6 -4).
Nel 1950 Nezhmedtinov vinse il Campionato Federale Russo, lasciandosi alle spalle alcuni grossi calibri come Boleslavski, Aronin, Kan e Dubinin, e ciò gli valse il titolo di Maestro. Nel 1954, finalmente, la Federazione Sovietica gli concesse un'apparizione in campo internazionale al torneo di Bucarest, nel quale ottenne 12 1/2 su 17 (secondo alle spalle di Kortschnoi) conquistando il titolo di Maestro Internazionale. Anche in questa occasione si misero in luce le sue doti di attaccante "ad ogni costo" e la sua partita contro il nostro Paoli fu veramente spettacolare.
Nezhmedtinov - Paoli (Bucarest 1954): 1. e4 c5 2. Cf3 d6 3. d4 c:d4 4. C:d4 Cf6 5. Cc3 a6 6. Ag5 e6 7. Df3 Ae7 8. 000 Dc7 9. Te1 (la variante è "datata", ma in quel periodo la Siciliana veniva trattata così) Ad7 10. g4 Cc6 11. Ae3 h6 (11. ... Ce5 12. Dh3!) 12. h4 Tc8? (meglio 12. ... h5 con l'intenzione di arroccare lungo) 13. g5 h:g5 14. h:g5 Ce5 15. Dg2 Cg8 16. f4 Cc4 17. A:c4 D:c4 18. f5! b5 19. Rb1! (non 19. g6 per 19. ... e5 , che attacca il Cavallo e difende f7 con la Donna) b4 20. g6 e5 (il Nero perde dopo 20. ... e:d4 per 21. e:f7+ R:f7 22. D:g7+ , ed anche dopo 20. ... f6 per 21. f:e6 b:c3 22. e:d7+ R:d7 23. Dg4+ Re8 24. b3 Dc7 25. Ce6) 21. b3! D:c3 (la DN non protegge più la casa f7) 22. g:f7+ Rd8 (22. ... R:f7 23. D:g7+) 23. D:g7 e:d4 (23. ... D:e3 24. D:h8 e vince) 24. A:d4 D:c2+ 25. Ra1 Th2 26. Ab6+ Tc7 27. D:g8+ , il Nero abbandona.
Questa partita vinse il Primo Premio di Bellezza del torneo.
Altre spettacolari vittorie di Nezhmedtinov furono quelle contro Polugajevski al 28° Campionato Sovietico (1958), con uno spettacolare sacrificio di Donna, quella contro Tal (Baku 1961) e, con un altro formidabile sacrificio di Donna, contro Cernikov (Rostov 1962).
"Nessuno vede le combinazioni come Rashid Nezmedtinov" disse Botvinnik. Potrebbe essere l'epitaffio da porre sulla tomba di questo semidimenticato giocatore, che morì a Kazan il 3 giugno 1974.
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8 gennaio 2011

Il Gambetto Marshall - Part Two

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68 - La parola a Capablanca

Ricostruita (vedi post precedente) la vera storia del Gambetto Marshall, vediamo ora quali furono i commenti del grande Capablanca, presi dal libro del torneo e dal suo My Chess Career.
Va premesso che, a 7. ... 00 , il cubano commentò:"A questo punto si giudicava inopportuno l'arrocco, in considerazione di 8. Ad5", mentre su 8. ... d5 scrisse:"Il sacrificio, se accettato, fornisce al Nero un violento attacco, anche se di dubbia efficacia, e sono propenso a ritenere che il Bianco possa uscirne in vantaggio".
Ed ora, partendo dalla posizione critica (dopo 8. ... d5) vediamo come Capablanca "vide" l'intera partita.
9. e:d5 C:d5 (come abbiamo visto, l'idea 9. ... e4 della partita contro Frere viene abbandonata) 10. C:e5 C:e5 11. T:e5 Cf6 12. Te1 ("12. d4 appare come il seguito naturale, ma porta alla medesima continuazione") Ad6 13. h3 ("Se 13. d4 segue 13. ... Cg4") Cg4 14. Df3 Dh4 15. d4 ("La allettante 15. Te8 ha una risposta in 15. ... Ab7 16. T:f8+ T:f8 17. D:g4 Te8 18. Rf1 De7 19. Ae6 Ad5 e il Nero sta meglio") C:f2 ("Molto probabilmente un errore, che non considera la risposta. 15. ... h5 era probabilmente il mglior modo per mantenere la pressione") 16. Te2 Ag4 17. h:g4 Ah2+ 18. Rf1 Ag3 ("L'alternativa era 18. ... Ch1 che porta ad una partita complicata, ma il Bianco è in grado apparentemente di trovare sempre una valida difesa") 19. T:f2 ("19. Re1 era giocabile visto che non è possibile per il Nero 19. ... Tae8 in considerazione di 20. D:f7+") Dh1+ 20. Re2 A:f2 21. Ad2 Ah4 22. Dh3 Tae8+ ("Visto quant'è importante per il Nero evitare il cambio delle Donne, egli è ora costretto a portare il Re in c2 e in questo momento le sue Torri si trovano sul lato sbagliato della scacchiera") 23. Rd3 Df1+ 24. Rc2 Af2 25. Df3 Dg1 26. Ad5 c5 27. d:c5 A:c5 28. b4 Ad6 ("Se invece 28. ... Ae3 segue 29. A:e3 T:e3 30. Cd2!") 29. a4 a5 30. a:b5 a:b4 31. Ta6 b:c3 32. C:c3 Ab4 33. b6 A:c3 34. A:c3 h6 35. b7 Te3 36. A:f7+ ("Il Bianco forza il matto in 6 mosse").
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7 gennaio 2011

Il Gambetto Marshall

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67 - Tutta la verità, nient'altro che la verità.....

La storiografia scacchistica ufficiale fa risalire il debutto del Gambetto Marshall al torneo di New York del 1918 (partita Capablanca-Marshall). Sarà vero?
Per gli smemorati, ricostruiamo ab ovo: 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 a6 4. Aa4 Cf6 5. 00 Ae7 6. Te1 b5 7. Ab3 00 8. c3 d5 , e siamo arrivati al fatidico sacrificio di Pedone che caratterizza il Gambetto Marshall che, a quanto venne detto da parecchi storici degli scacchi, il pluricampione statunitense aveva studiato, elaborato - inventato, insomma - alcuni anni prima proprio allo scopo di mandare nel pallone l'odiato rivale (nel 1909 il grande cubno aveva umiliato Marshall in un match). Siamo al primo turno del Torneo Magistrale di New York del 1918, come abbiamo già detto.
Sulle analisi a tavolino di Marshall non possiamo sapere nulla, ma sappiamo che nel 1917 ci fu una partita Frere - Marshall, da quest'ultimo pubblicata nel suo Comparative Chess , nella quale il Gambetto Marshall fa la sua apparizione. Lasciamo la parola all'autore. 9. e:d5 e4 ("Per un po' ho pensato che 9. ... C:d5 fosse la più forte, ma il tratto del testo è molto più aggressivo") 10. d:c6 e:f3 11. d4 ("Oggi si gioca sempre 11. D:f3") f:g2 12. Af4 Ag4 13. Dd3 ("13. f3 appare più forte") Ch5 14. A:c7 ("Sacrificio scorretto") D:c7 15. De4 Cf4 16. D:e7 D:e7 17. T:e7 Af3 , il Bianco abbandona. E Marshall annuncia: "La partita venne giocata qualche anno fa per sperimentare la mia nuova difesa nella Ruy Lopez" (Comparative Chess venne pubblicato a Philadelphia nel 1932).
Non è perciò vero che Marshall abbia tenuto in cassaforte il "suo" gambetto per scaraventarlo contro Capablanca nel 1918, e c'è da rilevare che la "novità" che Marshall sottolinea non è già 8. ... d5 , bensì 7. ... 00 , commentando: "Questa è mia e ne reclamo l'originalità".
Ed ora, due o tre passi indietro, fino alla partita Walbrodt - Alleati (4 dilettanti cubani in consultazione), giocata all'Avana il 18 febbraio 1893, nella quale i quattro manovratori del Nero giocarono paro paro quello che verrà chiamato "Gambetto Marshall"(perdendo dopo 44 mosse).
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28 dicembre 2010

Larsen - Evans

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65 - Bent e Larry, addio...

Le recenti scomparse dei due Grandi Maestri mi hanno indotto a rispolverare una raccolta di partite, da me pubblicata nel 1973, di Larsen. La partita n. 7 (pagg.20-22) venne giocata tra i due al torneo di Dallas del 1957 ed esaltò le qualità tattiche e l'aggressività del danese.
Evans - Larsen (Dallas 1957): 1. d4 d5 2. c4 e6 3. Cc3 c5 4. e3 Cf6 5. Cf3 Cc6 6. c:d5 e:d5 7. Ab5 a6 8. A:c6+ b:c6 9. 00 Ad6 10. d:c5 A:c5 11. e4!? (Evans sperava nel seguito 11. ... C:e4 che gli avrebbe assicurato un finale migliore dopo 12. C:e4 d:e4 13. D:d8+ R:d8 14. Cg5) 00 12. Ag5 Ae7 13. Cd4 Dd6! 14. e5 (la logica continuazione che porta ad una posizione che entrambi vogliono raggiungere e, come sempre in casi del genere, soltanto uno dei due ne approfitterà) D:e5 15. C:c6 D:g5 16. C:e7+ Rh8 17. C:c8 Ta:c8 18. Dd3 Tfd8!! (decisione impegnativa, visto che abbandona al suo destino il Pedone, ma l'ingordigia spesso viene punita...) 19. D:a6 d4 20. Ce2 Tc2 21. Tad1 De5 22. Cg3 h5! (la posizione del Bianco si fa sempre più scomoda) 23. Tfe1 Dd5 24. Te2 (nelle intenzioni di Evans questa doveva essere la confutazione dell'attacco avversario. Per Larsen è invece il segnale del "via" ed entrambi sono convinti di "aver visto tutto") d3 25. Te3 T:f2! 26. Ce4 (ovviamente non 26. R:f2 per 26. ... Cg4+ eccetera; col tratto del testo l'americano è convinto di aver preso all'amo il pesciolino, che assumerà ben presto le sembianze di uno squalo) C:e4 27. Te:d3 Tf1+!! 28. T:f1 (28. R:f1 Df5+ 29. Rg1 Dc5+) Dc5+ , il Bianco abbandona.
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18 dicembre 2010

Scacchi matti forever

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64 - Un finale da dilettanti

Torneo AVRO 1938 (uno dei più forti tornei di tutti i tempi); si gioca la partita Capablanca - Fine e si raggiunge la seguente posizione: Bianco: Rg3 - Tg8 - pp. e3 , f2 , h4 ; Nero: Rf6 - Tb2 - pp. e4 , e6 , f7 , g5 .
Tratto al Bianco... e Capablanca gioca 40. T:g5 con patta dopo poche mosse.
Perchè non provare con 1. h5! Tb1 (c'è di meglio?) 2. Rg2! g4 3. h6 Tb5 4. h7 e vince.
Possibile che Capablanca, considerato uno dei più grandi "finalisti" di ogni tempo...? Possibile.
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