5 maggio 2011

Ringraziamenti

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100 - Troppo buoni...

Il mio centesimo post lo dedico a tutti coloro che mi hanno voluto lodare per la mia nuova "Storia degli Scacchi". Tra i tanti messaggi ricevuti a commentare sei anni di ricerche, mi piace ricordare quello inviatomi dall'amico Davide Berra: "Monumentale!"
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16 marzo 2011

Massakrilovic number four

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99 - ... continua ...

Prima di proseguire nella galleria di stragi, si deve ricordare che oltre cent'anni fa il gambetto del quale parliamo era noto, soprattutto agli scacchisti tedeschi, ed in particolare a quelli del circolo di Lipsia, ed è per questo motivo che Cordel lo battezzò Leipziger Gambit. Poi arrivarono altri nomi, come Irish Gambit (cosa c'entra l'Irlanda?) e come l'inquietante Halloween Attack. Potete scegliere, ma io rimango affezionato al mio Attacco Massakrilovic , di felsinea memoria.
Ripetendo che la faccenda può funzionare in partite blitz ma che va presa con le pinze a tempo lungo, vediamo in quale modo il Nero può uscire dalla palude.
Secondo l'opinione più diffusa, il seguito più solido per il Nero, dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5 5. d4 è 5. ... Cg6 6. e5 Cg8. Dopodichè - sempre secondo l'opinione più diffusa - il Bianco deve giocare 7. Ac4.
Siamo così giunti a quella che si può considerare una "posizione critica", e appaiono soddisfacenti sia 7. ... d6 , che 7. ... Ab4 che 7. ... c6 , anche se è richiesta la massima attenzione alle complicazioni tattiche. Ciò detto, siamo veramente certi che, seguendo i consigli dell' Enciclopedia, il Nero possa trarsi d'impaccio? Dopo la consigliata 7. ... d5 8. A:d5 c6 il testo emette un giudizio di vantaggio del Nero. Proviamo ad esaminare un po' più da vicino la faccenda.Una variante (ricavata sempre da partite blitz ad alto livello) è la seguente: 9. Ae4 f5 10. Af3 Ch4 11. 00 f4?! (Il Nero sta cedendo troppi Pedoni) 12. A:f4 C:f3+ 13. D:f3 Ce7 14. Tad1 Cd5 15. Ce4 Af5 16. c4 C:f4 17. D:f4 A:e4 18. D:e4 e il Bianco deve vincere.
E dopo questo mezzo sputtanamento dell' Enciclopedia vi mando alla prossima puntata (forse l'ultima...) per vedere come (?) il Nero possa difendersi efficacemente dall' Attacco Massakrilovic.
Attendo eventuali commenti.
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11 marzo 2011

Massakrilovic number three

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98 - ... continua...

In riferimento all'ultima linea di gioco esposta nel numero 97 (10. ... Df6) si possono ipotizzare alcune varianti; dopo 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 il Nero potrebbe scegliere 12. ... b6 , con l'eventuale seguito 13. Dd5 Tb8 14. 000 Ab7 15. Dd2 Ta8 16. C:a7 De6 17. A:b6+ Re8 18. Te1 Ae4 19. Cb5 Tc8 20. Cc7+ T:c7 21. d:c7 d5 22. T:e4 , il Nero abbandona.
Proviamo ora (dopo 10. ... Df6 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4) con 16. ... Ce8 ma le cose non sono così semplici: 17. A:f7 a6 18. Te4 A:d6 19. Ab6+ Ac7 20. The1 d5 21. T:e8+ T:e8 22. A:c7+ Rd7 23. A:e8 matto.
Sempre restando appiccicati alla variante del numero 97, vediamo cosa potrebbe accadere dopo 10. ... Df6 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4 a6 ; il decesso del Nero qui si fa più rapido, in quanto il Bianco prosegue con la brillante 17. Te4! cui si può replicare soltanto con 17. ... C:e4 col seguito 18. Ab6+ Re8 19. Cc7+ Rd8 20. A:f7 e matto a seguire.
Abbandoniamo questa ricerca e torniamo alla linea difensiva definita "ritorno alle origini" (5. d4 Cc6 6. d5 Cb8 7. e5 Cg8 8. d6 c6 9. Ac4) e su tale linea il Nero potrebbe proseguire con 9. ... b5 10. Ab3 Dh4 (10. ... f6 11. Cd5 Ca6 12. e:f6 C:f6 13. De2+ e il Nero abbandona) 11. Df3 Ch6 12. A:h6 D:h6 13. C:b5 Ca6 14. D:f7+ Rd8 15. Cd4 Dg6 16. Df3 Cc5 17. 00 Aa6 18. Af7 De4 19. Da3 Rc8 20. Da5 , il Nero abbandona.
Le linee di gioco viste fino ad ora sono indubbiamente migliorabili, ma è evidente che questi ultimi post costituiscono una provocazione (come 4. C:e5 , appunto). Si deve ammettere, tuttavia, che in una partita blitz la faccenda rischia di mandare nel pallone il Nero.
Continuo ad attendere commenti.
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9 marzo 2011

Massakrilovic number two

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97 - Proseguiamo...

Tornando al numero 96, iniziamo a considerare un po' di analisi (dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5).
Viene spontanea, dopo l'irriverente 4° tratto del Bianco, la spinta 5. d4 (what else?), e qui ha inizio il colossale casino. Le linee di gioco che seguono non sono altro che le trascrizioni di partite blitz giocate in linea, con omissione dei nomi dei protagonisti i quali, nella maggior parte dei casi, sono: a) computer scacchistici; b) giocatori che si appuntano sul petto il distintivo di MF ("sei solo chiacchiere e distintivo!" di buona memoria).
Le alternative, partendo dal presupposto enunciato nel post precedente ("quello-che-ho-me-lo-tengo"), sono 5. ... Cc6 e 5. ... Cg6. Vediamo: 5. ... Cc6 6. d5 Cb8 7. e5 Cg8 (la linea "ritorno alle origini") 8. d6 c6 9. Ac4 f6 10. Dh5+ g6 11. e:f6! D:f6 12. De2+ Rd8 13. Ce4 e il Nero abbandona. No, così non va.
Più complicata si presenta l'ipotesi di 5. ... Cg6. Arivediamo.
5. ... Cg6 6. e5 Cg8 7. Ac4 d5 (una linea di gioco suggerita da Euwe alcuni decenni fa) 8. A:d5 c6 9. Ab3 Ae6 10. 00 A:b3 11. a:b3 f5 12. Dd3 C6e7 13. Ag5 g6 14. d5 c:d5 15. Tfe1 h6 16. Af6 Th7 17. Cb5 Ag7 18. Dc3 Rf8 19. Cc7 e il Nero abbandona.
Vediamone un'altra (dopo 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5 C:e5 5. d4 Cc6 6. d5 ed ora il Nero opta per 6. ... Ce5. Vediamo anche questa.
7. f4 Cg6 8. e5 Cg8 9. d6! (questo Pedone sarà la costante spina nel fianco del Nero) c:d6 10. e:d6 e mo'?
Non funziona 10. ... a6 per 11. De2+ C8e7 12. Ae3 b5 13. Cd5 ed il Nero abbandona.
Appare migliore 10. ... Df6 , ma le difficoltà del Nero persistono: 11. Cb5 Rd8 12. Ae3 De6 13. Dd4 Cf6 14. Ac4 De4 15. 000 D:d4 16. T:d4 a6 17. Te4! Ae7 18. A:f7 Cd5 19. A:d5 Re8 20. Cc7+ Rf8 21. Ac5 e il Nero abbandona.
Attendo commenti.
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6 marzo 2011

Il Gambetto Massa-Krilovic

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96 - Perchè no?

Negli anni Sessanta, al Circolo Scacchistico Bolognese, un ragazzo di origine ungherese (che comunque parlava un perfetto italiano con spiccato accento felsineo) aveva inventato la definizione di "attacco Massakrilovic", intendendo con ciò una violenta e pressochè incontrollabile valanga tattica che avrebbe sicuramente messo in crisi l'avversario.
Nel mio stupidario (la serie "Scacchi matti") avevo già citato tale "attacco", ed ora vorrei utilizzare la definizione per battezzare un gambetto che i tedeschi definiscono "Muller-Schulze", che sarebbe come dire, per un anglofono, "Brown-Smith", oppure per noi "Bianchi-Rossi". Parlo del "Gambetto Massakrilovic" nella Partita dei Quattro Cavalli.
Tale gambetto ha origine da 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Cc3 Cf6 4. C:e5.
E' doveroso premettere alcune cose, in primis il senso di irritazione dal quale il Nero può farsi prendere alla vista di tale gambetto (viene alla memoria una famosa partita nella quale Miles rispose con 1. ... a6 a 1. e4 di Karpov, all'epoca campione mondiale in carica, partita che venne vinta dal Nero, oppure il "Blackburne-Shilling Gambit", da me citato nel secondo volume della mia nuova Storia degli Scacchi); in definitiva, il Nero potrebbe definire il 4° tratto del Bianco come "maleducato". C'è, poi, il fattore sorpresa, che può avere il suo peso in partite blitz (come vedremo più avanti) e, last but not least, alcune divertenti risorse tattiche a disposizione del Bianco.
E' evidente che, di fronte alla "maleducazione" di questo gambetto, il Nero è animato dallo spirito che dice "quello-che-ho-preso-me-lo-tengo", e dalla convinzione che la confutazione di questa linea di gioco deve esistere da qualche parte. La solita vecchia storia: le analisi a tavolino sono una cosa, il gioco con limiti di tempo è una cosa leggermente diversa...
Riservandomi di esporre nel numero 97 alcune linee di gioco successive all'effettuazione del gambetto, vi fornisco un primo esempio, sul quale gradirei ricevere commenti.La partita è stata giocata in rete nel 1999, tra un GM (evbad) ed un MF (agro), blitz 3 minuti.
4. ... C:e5 5. d4 Cg6 6. e5 Cg8 7. Ac4 d6 8. Df3 Ae6 9. D:b7 d:e5 10. Ab5+ Re7 11. d:e5 C:e5 12. 00 Cf6 13. Ag5 h6 14. Ah4 Tb8 15. D:a7 Dc8 16. Tfe1 Cg6 17. Dc5+ Rd8 18. Tad1+ Ad6 19. T:d6+ c:d6 20. D:d6+ Ad7 21. Cd5 Db7 22. C:f6 g:f6 23. A:f6+ Rc8 24. Dc5+ Dc7 25. A:d7+ R:d7 26. Df5+ Rc6 27. Te3 The8 28. Tc3+ Rb6 29. Ad4+ Ra6 30. Dd3+ Ra5 31. Ta3+ Rb4 32. Db3 matto.
Attendo commenti.


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4 marzo 2011

Scacchi... dispettosi

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95 - Perchè...?

Probabilmente tutti voi, come me, giocate su Internet, e vi sarà certamente capitato di ricevere sfide da parte di avversari decisamente "scarsi". Vi sarà anche capitato, perciò, di trovarvi con tre o quattro pezzi di vantaggio, e di avere l'imbarazzo della scelta su quale pezzo avversario catturare alla mossa successiva. L'avversario, che sta subendo un salasso di materiale, continua a giocare, giocare e giocare, fino a quando rimane col Re nudo (vi parlo, ovviamente, di situazioni nelle quali non si presenta un problema di tempo di riflessione). Cerca un improbabile stallo? Oppure ritiene che siate talmente imbecilli - o incapaci - da non trovare il modo di dare matto con Regina, due Torri e un Alfiere (più svariati Pedoni)? Quando, finalmente, scopre di essere soggetto al matto in una mossa, vi propone la patta e, al vostro scontato rifiuto, si chiude in un mutismo assoluto lasciando sgocciolare i secondi e "perdendo per il tempo" (c'era sempre la speranza di una vostra disconnessione...).
Come se non bastasse questo irritante atteggiamento da parte del trasportatore di legname, decretata la sconfitta si sfoga nei vostri confronti con insulti assortiti in sedici lingue, compreso il dialetto dei sordomuti indocinesi, accusandovi di aver avuto "culo" e di essere imparentato con alcuni esemplari del regno animale. Infine, vi chiede la rivincita...
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13 febbraio 2011

Personale

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94 - Ringraziamenti

Ringrazio tutti coloro che si sono espressi positivamente per il contenuto del blog e tutti coloro che, iniziata la lettura della mia Storia degli Scacchi, hanno voluto esprimere compiacimento oltre a segnalarmi cose "che avrei potuto mettere" ed alcune imperfezioni del testo (che sto provvedendo a correggere, soprattutto nell'ultimo volume).
Ed ora, per favore, saltino fuori i visitatori del blog residenti in Ucraina, Polonia, Stati Uniti, Germania e magari anche in Italia...
Grazie a tutti.
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Altro semidimenticato

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93 - Arthur Dake

Nacque l'8 aprile 1910 a Portland, Oregon, da una famiglia di agricoltori polacchi (il suo vero cognome era Darkowski) emigrati negli Stati Uniti. A 16 anni si imbarcò su un mercantile come marinaio, visitando Cina, Giappone e Filippine. Nel 1927 era di ritorno a Portland, frequentò la high school ed imparò il gioco da un russo. Ripresi i vagabondaggi marinareschi, nel 1929 sbarcò a New York ed iniziò a giocare in uno stand di Coney Island dove il pubblico lo poteva sfidare per 25 centesimi a partita.
Nel 1930 si iscrisse al campionato dello stato New York, classificandosi al terzo posto, e nel 1931 vinse il campionato del Marshall Chess Club. Grazie a questi risultati venne arruolato nella squadra olimpica statunitense del 1931 (Praga) dove ottenne un buon +5 =7 -2 giocando in terza scacchiera. Quello stesso anno fu primo (ex aequo con Rubinstein e Yates) al torneo di Anversa, e nel 1932 giunse terzo a Pasadena, dopo Alekhine e Kashdan; la partita che vi mostrerò più avanti, nella quale battè il campione mondiale, stabilì una specie di record, in quanto fu il primo giocatore statunitense che riuscì a vincere contro Alekhine.
Nel 1933 venne schierato in quarta scacchiera all'olimpiade di Folkestone, vincendo l'argento individuale (+9 =2 -2) e nel 1934 fu terzo al campionato USA open e terzo anche al torneo di Syracuse, vinto da Reshevsky, mentre al torneo di Città del Messico di fine anno giunse primo ex aequo con Kashdan e Fine.
Nel 1935, dopo un secondo posto alle spalle di Fine all'USA open , vinse l'oro individuale sulla quarta scacchiera all'olimpiade di Varsavia, con un notevolissimo +13 =5 -0 . Sulla nave che riportava in patria lo squadrone americano conobbe la futura moglie Helen, si sposarono e tornarono a Portland, dove egli si impiegò presso l' Oregon Department of Motor Vehicles , impiego che conservò per più di trent'anni.
A parte alcune occasionali apparizioni, per un terzo di secolo Dake scomparve dalle manifestazioni importanti, fino a quando, a 65 anni, giocò al torneo di Lone Pine, per poi giocare a 77 anni (!) all' USA open che si disputava quell'anno nella sua Portland, dove ottenne un ragguardevole 8 su 12. L'anno precedente la FIDE gli aveva assegnato il titolo onorario di Grande Maestro in considerazione dei risultati da lui ottenuti negli Anni Trenta.
Morì a Reno, nel Nevada, il 28 aprile del 2000, colto da un malore fatale dopo una serata passata giocando a blackjack al famoso Casinò Sands.
Ed ecco la partita nella quale battè il campione mondiale.
Dake - Alekhine (Pasadena 1932): 1. e4 c6 2. d4 d5 3. e:d5 c:d5 4. c4 Cf6 5. Cc3 Cc6 6. Cf3 Ae6 7. c5 g6 8. Ab5 Ag7 9. Ce5 Dc8 10. Da4 Ad7 11. 00 00 12. Af4 a6 13. A:c6 b:c6 14. Tfe1 Ch5 15. Ad2 Ta7 16. Te2 Ae8 (questa fase di schermaglie iniziali dà l'impressione di un Dake con idee chiare e di un Alekhine lievemente indeciso sul da farsi) 17. Tae1 f5 18. Cf3 Cf6 19. T:e7 T:e7 20. T:e7 f4 21. A:f4 Ce4 22. Ae5 Ah6 (non prevedendo la brillante continuazione dell'avversario) 23. C:e4 d:e4 24. Cg5! Df5 25. Db3+ Af7 26. C:f7 T:f7 27. T:f7 D:f7 28. Db8+ Df8 29. d5! e3 30. f4 D:b8 31. A:b8 Rf7 32. d:c6 Re8 33. b4 g5 34. g3 g:f4 35. g:f4 Rd8 36. a4 Rc8 37. Ad6 Ag7 38. Rf1 , il Nero abbandona.
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11 febbraio 2011

Morphy e le scarpe

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92 - Aneddoti "storici"

Qualche lettore della mia nuova Storia degli Scacchi ha notato, leggendo l'ampia sezione biografica dedicata a Paul Morphy, l'assenza del "mistero delle scarpe".
Prima di svelare la banale verità, voglio accennare al fatto che alcuni storici degli scacchi hanno affermato che Morphy fosse un "paranoico feticista" (Fine) poichè:
a) gli piaceva stare al centro di un circolo formato da scarpe femminili disposte sul pavimento della stanza da letto;
b) gli piaceva disporre in semicerchio una dozzina di scarpe femminili contemplandole estaticamente;
c) venne trovato morto nella stanza da bagno circondato da numerose scarpe femminili.
Queste tre versioni sulla "paranoia" di Morphy fanno comprendere come sia facile, col passare degli anni, deformare una realtà a volte banale. Che Morphy sia stato trovato morto nella stanza da bagno è l'unica cosa vera dei tre "aneddoti" citati.
Nel 1926 la nipote di Morphy svelò il "mistero delle scarpe".
Il grande scacchista, pur avendo a volte atteggiamenti che potevano far pensare ad un caso di paranoia, era un tipo molto preciso ed ordinato e, prima di infilarsi sotto le coperte, disponeva le proprie scarpe in semicerchio per poter scegliere senza indugi, al suo risveglio, quali mettere per la giornata.
Probabilmente anch'io sarò caduto in qualche falso storico (anche se ho tentato di evitare clamorosi trappoloni, soprattutto quelli, innumerevoli, di Koltanowski), ma assicuro i lettori che il "mistero delle scarpe" di Paul Morphy non è tale.
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9 febbraio 2011

Dimenticato (ancora??)

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91 - Gosta Stoltz

Questo Grande Maestro svedese nacque il 9 maggio 1904 a Stoccolma. Di professione fu meccanico di automobili.
La sua carriera scacchistica è costellata da notevoli successi e da clamorose défaillances. A 22 anni, opposto a Mikhail Botvinnik nel match Stoccolma-Leningrado, pattò una partita perdendo la seconda. L'anno successivo giocò in quarta scacchiera all'olimpiade di Londra (+5 =5 -5), e nel 1928 fu schierato in prima scacchiera all'olimpiade dell'Aia (+6 =5 -5) , classificandosi poi 11° al torneo di Berlino vinto da Bogoljubov. La terza olimpiade (Amburgo 1930) lo vide ijn terza scacchiera (+7 =6 -4) e, quello stesso anno, vinse un match contro Isaac Kashdan (+3 =1 -2) e venne battuto da Rudolf Spielmann (+2 =1 -3); entrambi gli incontri si disputarono nella capitale svedese. Al torneo internazionale di Stoccolma di quell'anno giunse secondo, ex aequo con Bogoljubov, alle spalle di Kashdan.
Il 1931 fu un anno di intensa attività per Stoltz. All'olimpiade di Praga vinse la medaglia d'oro individuale in seconda scacchiera (+10 =7 -1), battè in match (Goteborg) il quotatissimo Salo Flohr (+4 =1 -3), ma venne poi battuto (+1 =3 -4) nell'incontro di rivincita disputato a Praga. Quello stesso anno, a Goteborg, pattò un match con Gideon Stahlberg (+2 =2 -2), altro futuro Grande Maestro svedese. Al torneo internazionale di Bled, vinto da Alekhine, giunse quarto e, alla fine dell'anno, al tradizionale torneo internazionale di Hastings, vinto da Flohr, fu quinto.
Nel 1932 vinse il torneo di Swinemunde.
Nel 1933 giocò in seconda scacchiera all'olimpiade di Folkestone (+5 =6 -3), vincendo la medaglia di bronzo di squadra, e fu secondo a Copenhagen dopo Nimzovitsch. L'anno seguente, a Stoccolma, venne battuto da Aaron Nimzovitch (+1 =3 -2) e fu terzo al torneo internazionale di Stoccolma, vinto da Erik Lundin.
Nel 1935, all'olimpiade di Varsavia, vinse l'argento di squadra ed il bronzo individuale giocando in seconda scacchiera (+8 =8 -3), per poi vincere ad Harnosand, classificarsi 4° a Orebro (vincitore Alekhine) e 5° a Bad Nauheim (vincitore Bogoljubov).
All'olimpiade non ufficiale di Monaco del 1936 giocò in terza scacchiera (+8 =7 -4), e partecipò ai due tornei internazionali di Helsinki, giungendo secondo dopo Petrov e terzo in quello vinto da Lundin.
All'olimpiade di Stoccolma del 1937 il suo risultato fu disastroso: +2 =3 -7 . Al torneo internazionale disputatosi lo stesso anno nella capitale svedese, e vinto da Reuben Fine, giunse 4°. Nel 1938 vinse il campionato svedese e nel 1939, al campionato svedese vinto da Stahlberg, fu 5°.
Come cittadino di una nazione neutrale, Stoltz potè giocare, negli anni bellici, sia in patria che in Germania. Dopo un 4° posto al campionato nazionale, nel settembre del 1941 partecipò al cosiddetto Europaturnier di Monaco di Baviera, vincendolo davanti al connazionale Lundin e ad Alekhine, campione del mondo in carica. Nel 1942, in giugno, giunse 6° a Salisburgo, nel torneo vinto da Alekhine, e in settembre fu 9° a Monaco di Baviera al cosiddetto "Campionato Europeo", vinto anch'esso da Alekhine. Nel 1943 fu primo a Stoccolma e nel 1944 fu terzo (dopo Lundholm e Keres) a Lidkoping.
Negli anni successivi al conflitto mondiale, Stoltz rallentò la sua attività, pur partecipando ad importanti manifestazioni. Nel 1946 fu secondo, dopo O'Kelly, a Beverwijk, 4° a Zaandam e 8° a Groningen, il grande torneo internazionale vinto da Botvinnik, per poi giungere secondo a Praga alle spalle di Najdorf.
Nel 1947 vinse il torneo zonale di Helsinki, ma l'anno successivo, al torneo interzonale di Saltsjobaden, concluse con un avvilente 18° posto. Rientrato in Svezia, vinse il torneo di Stoccolma, per poi classificarsi 4° a Karlovy Vary (Carlsbad), nel torneo vinto da Foltys. Nel 1950 giunse 9° a Bled e nel 1951 fu 8° a Dortmund, e 3° al torneo zonale di Praga- Marienbad vinto da Pachman. Sempre nel 1951 vinse il campionato svedese, impresa che gli riuscirà anche nei due anni successivi.
Nel 1950 la FIDE gli aveva assegnato il titolo di Maestro Internazionale. Nell'olimpiade del 1952, in seconda scacchiera, Stoltz ottenne un +3 =4 -3 che testimoniava dello scadimento della sua forza di gioco; all'Interzonale di Stoccolma di quell'anno, vinto da Kotov, ottenne infatti un deludente 16° posto e all'olimpiade del 1954 (Amsterdam), giocando in terza scacchiera, concluse con uno scialbo +0 =2 -0. Quello stesso anno, tuttavia, la FIDE gli riconobbe il titolo di Grande Maestro, soprattutto in forza dei suoi risultati prebellici.
La sua ultima apparizione fu al torneo internazionale di Belgrado del 1962 (12°), vinto da Pilnik.
Morì a Stoccolma il 25 luglio del 1963.
La partita che segue, giocata nel corso del suo match contro Spielmann, illustra le doti di attaccante e l'inventiva che Stoltz applicò al gioco durante la sua lunga ed altalenante carriera.
Spielmann - Stoltz (Stoccolma 1931): 1. e4 e6 2. d4 d5 3. Cd2 Cf6 4. e5 Cfd7 5. Ad3 c5 6. c3 Cc6 7. Ce2 Db6 8. Cf3 c:d4 9. c:d4 Ab4+ 10. Rf1 f6 11. Cf4 (Spielmann, giocatore "tattico" in massimo grado, non si fa pregare per lanciare un attacco che ha come traguardo finale la cattura della Regina avversaria, ma Stoltz ha "visto tutto") f:e5 12. C:e5 e4 13. Af4 e:f3! (ormai il Bianco è in mezzo al guado e non può fare altro che proseguire) 14. Ac7 Cf6 15. C:g7+ Rf7 16. A:b6 Ag4 17. g3? (forse frastornato dall'inattesa piega presa dagli eventi, il Bianco commette l'errore che comprometterà la partita) Ah3+ 18. Rg1 R:g7 19. Ac7 The8 20. Ae5 C:e5 21. d:e5 T:e5 22. Db3 Ac5! 23. Af5 (Spielmann tenta uno dei suoi tatticismi, ma l'impresa è disperata) A:f5 24. D:b7+ Rg6 25. D:a8 Te2 26. h4 A:f2+ 27. Rf1 Ad3 28. h5+ Rg5 , il Bianco abbandona.
Radjabov ha definito questa partita come "la più bella mai giocata".
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8 febbraio 2011

Scacchi e alcool

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90 - Scacchi e alcool


Non sono rari i casi in cui un talento scacchistico è stato offuscato dallo smodato uso di vino o liquori di vario tipo.
Alfred de Musset, notissimo scrittore e frequentatore assiduo della Régence , morì a circa quarant'anni a causa dell'assenzio (che lui aveva battezzato "la fata verde") che ingurgitava in dosi massicce, senza tuttavia che il suo gioco ne risentisse troppo (era sicuramente della forza di un Maestro dell'epoca).
Verso la metà dell'Ottocento si ebbe il penoso caso di Cecil De Vère, fortissimo giocatore britannico che svolgeva la professione di giornalista presso un noto quotidiano londinese. Quando i medici gli diagnosticarono la tubercolosi (malattia fatale molto diffusa in quel secolo) iniziò a bere, fino a farsi licenziare dal giornale al punto che amici e conoscenti si accordarono per una colletta che gli consentisse di trasferirsi in una località marina. Tale trasferimento, tuttavia, non gli giovò molto, e si spense a trent'anni, consumato dal male.
Se quello di De Vère è un caso particolare (prima del fatale verdetto non era stato un grande bevitore), tutt'altro che particolare fu il caso di Mason, il giocatore di origine irlandese che, trasferitosi negli Stati Uniti, si rivelò come uno dei migliori giocatori della seconda metà del XIX secolo.
Nel corso dei tornei che Mason disputò ci fu sempre quello che, a mezza voce, i colleghi definivano il "Mason's Day" , il giorno in cui questo fortissimo giocatore non riusciva a resistere al richiamo della bottiglia e si presentava - quel giorno e a volte anche il seguente - davanti alla scacchiera pieno di whisky fino agli occhi. Risultato e classifica, ovviamente, ne risentivano in modo disastroso.
Steinitz non beveva, ma nel corso del suo match con Zukertort col titolo mondiale in palio approfittava largamente dello champagne che gli organizzatori mettevano a sua disposizione. "Fortifica i nervi" diceva. La sua demenza senile, comunque, non fu il prodotto dell'abuso di alcool.
Blackburne era famoso, oltre che per la sua tremenda forza di gioco, anche per la sua incredibile capacità di reggere il whisky. All'inizio di una simultanea presso una università britannica, gli studenti che dovevano affrontarlo gli fecero trovare, all'inizio e alla fine del tavolo, due bottiglie di ottimo whisky: giocò, vinse tutte le partite, e si scolò entrambe le bottiglie fino all'ultima goccia. E' da notare che il padre di Blackburne era un predicatore della Lega per la Temperanza...
E' noto che Alekhine, al tempo del suo match (1935) contro Euwe, dove il titolo mondiale passò all'olandese, si presentò alcune volte davanti alla scacchiera malfermo sulle gambe, cosa che, per stessa ammissione del campione detronizzato, fu da imputare anche all'eccesso di alcool.
Un Grande Maestro sovietico, Alexandr Tolush, trovò i suoi limiti proprio nell'abuso di vodka, e un Grande Maestro svedese, Gosta Stoltz, morì prima dei sessant'anni col fegato distrutto dall'abuso di liquori di vario tipo.
Ma questa notizia ci porta direttamente all'argomento del post n° 91.....
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2 febbraio 2011

Altro dimenticato

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89 - Herman Pilnik


Nacque a Stoccarda l' 8 gennaio 1914, e a 15 anni vinse il campionato cittadino. L'anno seguente (1930) emigrò in Argentina, Paese del quale ottenne la cittadinanza negli anni seguenti.
La sua carriera scacchistica internazionale inizia nel 1942 con un 10° posto a New York, un 2° posto a Mar del Plata, e la vittoria nel Campionato Argentino.
Nel 1944 , a Mar del Plata, fu primo ex aequo con Najdorf, e nell'estate del 1945 fu 3° al Torneo Panamericano di Hollywood-Los Angeles, vinto da Sammy Reshevsky.
Nel 1950 venne schierato come "prima riserva" della squadra argentina all'olimpiade di Dubrovnik, vincendo la medaglia d'oro individuale (+6 =3 -1) e quella d'argento come squadra.
Questo risultato gli valse il titolo di Maestro Internzionale.
Fermatosi in Europa, nel 1951 vinse il torneo di Beverwijk e quello di Vienna, e nel 1952 vinse a Belgrado. Quello stesso anno giocò in quarta scacchiera all'olimpiade di Helsinki (+6 =7 -1), dove la squadra argentina vinse la medaglia d'argento.
In considerazione dei ragguardevoli risultati ottenuti sul piano individuale, la FIDE lo nominò Grande Maestro nello stesso 1952.
Nel 1954, all'olimpiade di Amsterdam, giocò ancora una volta in quarta scacchiera (+3 =2 -2) e l'Argentina si aggiudicò l'argento di squadra. In tornei individuali, Pilnik vinse nel 1954 quello di Stoccarda, sua città natale.
Nel 1956 fu nuovamente quarta scacchiera argentina all'olimpiade di Mosca (+7 =3 -3), e giunse al 10° posto al Torneo dei Candidati di Amsterdam. Nel 1958, infine, giocò in prima scacchiera per l'Argentina (+5 =8 -2) all'olimpiade di Monaco di Baviera, dove la squadra vinse la medaglia di bronzo.
Viaggiò molto, e finì per stabilirsi a Caracas (Venezuela), dove divenne insegnante di scacchi alla locale Accademia Militare.
Morì a Caracas il 12 novembre 1981.
La partita che segue mostra le sue doti di attaccante, anche se opposto ad un altro famoso "attaccante".
Pilnik - Najdorf (Mar del Plata, 1942): 1. e4 c6 2. d4 d5 3. Cc3 d:e4 4. C:e4 Cf6 5. C:f6+ e:f6 6. c3 Ad6 7. Ad3 00 8. Dh5! (senza complimenti...) g6 9. Dh4 c5 10. Ce2 Cc6 11. Ah6 f5 12. Ag5 Db6 13. 00! c:d4 14. c:d4 Te8? (infelice... Qui iniziano i guai del Nero, anche se è difficile presagirli) 15. Ac4! h5 16. Tae1 Te4 17. Cf4! D:d4 (ed ora?) 18. T:e4 f:e4 19. C:h5! (l'inizio di una combinazione formidabile) g:h5 20. Af6!! Dc5 (non si può permettere nè lo scacco di D in g5, nè la presa del Ph5) 21. Td1!! Rf8 22. b4!! C:b4 23. Dg3!! (la pointe della combinazione) Ag4 24. T:d6 Cd3 25. A:d3 Dc1+ 26. Af1 Tc8 27. h3 D:f1+ (Najdorf tenta l'ultima carta) 28. Rh2 Dc1 29. h:g4 h:g4 30. D:g4 Dh6+ 31. Rg3 Tc3+ 32. f3 , il Nero abbandona.
Bella!
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1 febbraio 2011

Personale

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88 - La mia nuova Storia degli Scacchi

Ringrazio tutti coloro che l'hanno ordinata, e fornisco elementi a coloro che ne vorrebbero sapere di più.
Sono 6 volumi su CD (ognuno se li stampa come vuole, se vuole...), così suddivisi:
1) Dalle origini a Morphy
2) Da Morphy a Steinitz
3) Da Steinitz ad Alekhine
4) Da Alekhine al 1970
5) Dal 1970 al 1990
6) Dal 1990 al 2010
Ci sono centinaia di partite (alcune delle quali inedite), immagini, caricature, biografie, aneddoti, il tutto raccontato - come mia abitudine - per essere LETTO e non solo consultato.
Spero la spiegazione sia sufficiente. Per ulteriori dettagli accludo la mia mail: paolo.bagnoli@email.it
Ciao a tutti
Paolo
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31 gennaio 2011

"Il Costruttore"

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87 - Milan Vidmar (senior)

Nacque a Lubiana il 22 giugno 1885, si laureò (Vienna) in ingegneria elettrotecnica nel 1907 e, per non farsi mancare niente, nel 1911 in filosofia.
Titolare di cattedra all'università di Lubiana, fu rettore della stessa università nel 1928 e 1929.
Per un ventina d'anni, dal 1910 al 1930, fu considerato tra i migliori giocatori del mondo, anche se lo si può considerare come un "dilettante di lusso", e nel 1950 la FIDE gli conferì il titolo di Grande Maestro. Il suo soprannome di "costruttore" si deve al fatto che la sua profonda intuizione posizionale gli cnsentiva di creare situazioni vincenti che - di norma - venivano concluse da una spettacolare combinazione.
Ottenne risultati di assoluto prestigio: 3° a Praga nel 1908, 2° al grande torneo di San Sebastian del 1911, superato dal solo Capablanca, 1° nel 1918 a Berlino e Vienna, 3° al grande torneo di Londra del 1922, 3° a Semmering Baden nel 1926, 4° a New York e Londra nel 1927, 2° a Kosice nel 1928, dietro Capablanca ed Alekhine.
Fu arbitro internazionale ed arbitro capo al Campionato Mondiale del 1948 a Mosca.
Suo figlio, Milan Vidmar junior, divenne anch'egli Maestro, ma non riuscì ad eguagliare i successi del padre.
Ritiratosi dal "grande circo" dei tornei internazionali, praticò il gioco per corrispondenza sempre nella qualità di "dilettante".
Vidmar - Adam (per corrispondenza, 1936-37): 1. d4 d5 2. Cf3 e6 3. c4 Cf6 4. Ag5 Ab4+ 5. Cc3 d:c4 6. Da4+ Cc6 7. e4 Ad7 8. Dc2 h6 9. Ad2 Ca5 10. 000 (all'epoca si proseguiva con 10. e5 Cg8 11. Ae2 Ce7 12. Ce4 A:d2+ 13. Ce:d2 b5 con buon controgioc del Nero. Il tratto del testo costituiva una novità teorica) Ac6 11. d5! e:d5 12. C:d5?! (rischiosa. Meglio 12. e:d5 Ad7 13. Te1+ Rf8 14. Ce5 e il Bianco sta meglio) A:d2+ 13. T:d2 00! 14. Ce3 (debole risulta 14. Cb6 per 14. ... a:b6 15. T:d8 Cb3+! 16. a:b3 Ta1+ 17. Rd2 T:d8+) De7 15. e5 Cd7 16. Cf5 Db4 17. Td4 C:e5! 18. Ae2 Tfe8 19. C:e5 T:e5 20. Tg4 Tae8?? (il Nero, che fino a questo momento aveva giocato al meglio, commette un grave errore che consente all'avversario di chiudere con una spettacolare combinazione che, tuttavia, era molto difficile da individuare) 21. C:h6+ Rf8 22. Dh7! T:e2 (22. ... g:h6 23. Dg7+ porta alla medesima conclusione) 23. D:g7+ Re7 24. Td1!! Ad5 25. Dg5+! (non cadendo in tentazione: 25. T:d5? Te1+ 26. Td1 T:d1+ 27. R:d1 Rd8!) f6 26. Te4+!!! , il Nero abbandona.
Ad esempio: 26. ... A:e4 27. Dg7+ Re6 28. Df7+ Re5 29. f4+ R:f4 30. D:f6+ Re3 31. Cg4 matto, oppure 26. ... T:e4 27. D:d5 e c'è il matto sia dopo 27. ... Tf8 28. Dd7 , che dopo 27. ... Te6 28. Dd7+ Rf8 29. Df7.
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30 gennaio 2011

Adesso tocca a me - Part Two

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86 - Casino pazzesco

Sempre restando agli anni in cui i computer non la facevano da padroni, si deve dire che le combinazioni, intese come sequenze di mosse più o meno forzate che portano ad una situazione di vantaggio materiale o posizionale, erano più facili da trovare davanti alla scacchiera con la possibilità di muovere i pezzi, di ritirare le mosse, ed in compagnia di un buon whisky (non troppo...).
Restando nell'ambito del narcisismo e riferendomi al 28° Campionato Italiano per Corrispondenza (la semifinale C alla quale partecipavo venne vinta da Zichichi con 10/12 mentre io terminai con un discreto 7 1/2 - +6 =3 -3 -), ho scovato anche la partita che segue che, come mia abitudine, venne caratterizzata da un casino tattico decisamente interessante (almeno per me...) e che spero interessi anche voi.
Bagnoli - De Biase: 1. e4 c6 2. d4 d5 3. Cc3 d:e4 4. C:e4 Cd7 5. Ac4 Cgf6 6. Cg5 e6 7. De2 Cb6 8. Ad3 Ae7? (negli anni del Circolo Scacchistico Bolognese avevo sperimentato alcune volte questa variante contro Tamburini, cultore e conoscitore della Caro-Kann. Il tratto del Nero è un errore sul quale il Nero insisterà fino a quando non sarà troppo tardi, mentre si doveva giocare 8. ... h6 9. C5f3 c5 10. d:c5 A:c5) 9. C1f3 00 (9. ... h6) 10. Ad2 Dc7 11. g4! (visto che il Nero procede con estrema prudenza, è ora di scatenare l'inferno...) c5 12. c3 c4?! (rinunciando a qualunque possibilità di controgioco. Ora il Bianco ha mani libere per proseguire nel suo assalto alla roccaforte del Re avversario) 13. Ac2 Cbd5 14. Ce5 b5 15. Tg1 (brandeggiando le artiglierie) Ad6 (Il Nero probabilmente temeva le conseguenze di 15. ... h6 16. Cg:f7!? T:f7 17. C:f7 R:f7 18. g5 , con violento attacco) 16. f4 Ad7 (lenta, lenta, lenta...) 17. Tg3 Tac8 18. Th3 g6 (forzata. Ora optai per il tratto che, in defintiva, vince la partita) 19. Df2!! (offre il Pg4. Sono estremamente interessanti gli sviluppi derivanti da 19. ... Rg7 . Dopo 20. Ce4 A:e5 - oppure 20. ... C:e4 21. A:e4 Cf6 22. Dh4! C:e4 23. D:h7+ Rf6 24. g5+ Rf5 25. Dh4! e vince - 21. f:e5 C:g4 22. Cf6!! il Bianco vince in tutte le varianti. Ad esempio: 22. ... Cd:f6 23. e:f6+ Rg8 - 23. ... C:f6? 24. Ah6+ - 24. Dh4 h5 25. Dg5 Dd8 26. T:h5 ed il Nero perde sia dopo 26. ... D:f6 27 D:g4 e5 28. Dg5 Df3 29. A:g6! , che dopo 26. ... C:f6 27. A:g6!! C:h5 28. Ah7+!!. Cosa dicevo a proposito del whisky?) A:e5 20. f:e5 C:g4 21. Dg3 h5 (21. ... f5 22. T:h7) 22. Th4 f5 (22. ... Cf6 23. T:h5!) 23. h3 f4 24. Dg1! C:e5! (ancora la miglior difesa. 24. ... Cge3 25. A:g6!) 25. d:e5 D:e5+ 26. Ce4 Dg7 27. 000 e5 28. Ae1! Ae6! (non 28. ... Ce3? per il seguito 29. T:d7! D:d7 30. D:g6+ Dg7 31. De6+ Df7 - unica - 32. Cf6+ Rg7 33. C:h5+ Rg8 34. Cf6+ Rg7 35. Th7+) 29. Cg5 Cc7 30. Td6 Af5 31. Cf3! Ce8 32. Ta6 A:c2 33. R:c2 (ed ora, come proteggere il Pg6?) Cf6 34. T:a7 Dh6 35. C:e5 , il Nero abbandona.
E' necessaria, a questo punto, una precisazione; nelle mie note dell'epoca contemplavo, dopo una eventuale 33. ... Rf7 , il seguito 34. T:g6 che è una cappella orrenda, visto che il Nero replica con 34. ... D:g6 con scacco. Probabilmente avrei proseguito con 34. Cg5+, che porta ad un finale (laborioso) vincente per il Bianco, mentre - altro appunto dell'epoca - non è detto che 34. C:e5+ porti alla medesima conclusione.
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Scacchi e narcisismo

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85 - Adesso tocca a me

Nel n. 83 avevo accennato a qualche divertente partita per corrispondenza da me giocata quando i computer scacchistici erano di là da venire (scusate l'espressione semidialettale...). Nel corso del 28° Campionato Italiano giocai (tra gli altri) contro un Maestro riminese all'epoca abbastanza quotato, e ne venne fuori quanto segue.
Buzzoni - Bagnoli (1975-76): 1. d4 Cf6 2. c4 c5 3. d5 e6 4. Cc3 e:d5 5. c:d5 d6 6. e4 g6 7. Cf3 Ag7 8. Ae2 00 9. 00 a6 10. a4 Ag4 11. h3 (un po' brutale, ma il Nero è costretto a cedere la coppia degli Alfieri; una alternativa praticata all'epoca era 11. Cd2 A:e2 12. D:e2 che lascia il Bianco in posizione lievemente più ariosa) A:f3 12. A:f3 Cbd7 13. Af4 Dc7 (posizione critica, verificatasi parecchie volte, nella quale il miglior seguito sembrava essere 14. a5 Tfe8 15. Dc2 , come nella Tal-Stein del Campionato URSS 1971. Il mio avversario opta invece per una continuazione non molto felice) 14. Dd2?! (nella Uhlmann-Portisch, giocata ad Hastings nel 1971, il Nero aveva risolto i propri problemi dopo 14. Dc2 c4! 15. Ae2 Tfe8 16. Tfe1 Te7 17. Tad1 Tb8 18. a5 Tbe8!) Tfe8 15. Tad1 c4! 16. Tfe1 Cc5 (preparandosi a minare la posizione avversaria; la posizione della DB si rivela la peggiore possibile) 17. e5!? (altre scelte portano alla morte per inattività) d:e5 18. T:e5 (18. d6 Dd7) Dd7! 19. Dd4?! (ritenendo di forzare la difensiva Ta8-c8, ma il Nero ha di meglio) Cd3 20. T:e8+ (20. D:c4 C:b2 21. Db3 C:d1 22. D:d1 e la perdita della qualità non è compensata dal plusPedone e dalla posizione. Il Bianco dà il via ad un piano di alleggerimento, la cui conclusione dovrebbe essere l'iniziativa in cambio del Pb2) C:e8! 21. De3 C:b2 22. Tb1 Cd3 23. Ce4 C:f4 (praticamente forzata, vista la minaccia 24. Cc5) 24. D:f4 Tc8! 25. d6 b5! (25. ... f5 26. T:b7!) 26. g4 c3!! (vincente. Bianco e Nero mirano a raggiungere la medesima posizione, ma il Nero ha avuto la vista più lunga) 27. g5 Tc4 28. Ag4 D:d6!! 29. C:d6 (non 29. D:d6 per 29. ... C:d6 30. C:d6 c2 31. Tc1 Ab2!! 32. C:c4 A:c1 e il Pc2 non si ferma più, mentre 32. T:c2 T:c2 33. a:b5 a:b5 34. C:b5 Tc5 risulta egualmente fallimentare) T:f4 30. C:e8 c2 31. Tc1 Tc4 32. C:g7 b4!! 33. Ad1 (la "meno peggio") b3! 34. A:c2 T:c2 35. Tb1 b2 , il Bianco abbandona.
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29 gennaio 2011

Altro semidimenticato

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84 - Andrija Fuderer

E' nato il 13 maggio 1931 a Subotica (provincia autonoma della Vojvodina, Croazia, Jugoslavia) e già nel 1947 fu campione giovanile di Jugoslavia; a vent'anni fu campione croato, poi, sempre nel 1951, giunse secondo (dopo Braslav Rabar) nel Campionato jugoslavo. L'anno seguente fu sempre secondo dopo Trifunovic, e nel 1953 risultò vincitore.
La sua carrera scacchistica fu brevissima: 4° a Bled nel 1950, 2° a Dortmund l'anno seguente, 5° a Beverwijk nel 1952, 1° a Saarbrucken nel 1953 e secondo ad Abbazia quello stesso anno, 4° al Zonale di Monaco di Baviera del 1954, 3° ad Hastings nel 1954-55 (dietro Keres e Smyslov).
Partecipò a tre olimpiadi: nel 1952 vinse la medaglia di bronzo di squadra, nel 1954 ancora bronzo di squadra e argento individuale, e nel 1958 argento di squadra e bronzo individuale. Fu anche medaglia d'argento di squadra al primo Campionato Europeo a squadre (Vienna 1957).
A ventuno anni fu Maestro Internazionale, e la FIDE gli riconobbe il titolo di Grande Maestro honoris causa nel 1990.
Dopo l'insuccesso all'Interzonale di Goteborg del 1955 (14°) decise di dedicarsi agli studi universitari, e si laureò all'università di Zagabria diventando un noto ricercatore nel campo della chimica. Si stabilì in seguito in Belgio, ad Anversa.
Le due partite che seguono illustrano il suo stile di gioco.
Fuderer - Tartakower (Bled 1950): 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 a6 4. Aa4 Ab4?! 5. 00 Cge7 6. c3 Aa5 7. d4 e:d4 8. b4 Ab6 9. c:d4 00 10. d5 Ca7 11. Ca3 c5 12. d6 Cg6 13. Cc4 c:b4 14. Ag5 f6 15. C:b6 D:b6 16. Ae3 Dd8 17. e5!! C:e5 18. C:e5 f:e5 19. f4!! e4 20. f5!! (una "combinazione posizionale" davvero impressionante) Cc6 21. Dd5+ Rh8 22. f6! (qui voleva arrivare il Bianco...) g:f6 23. Ab3 b5 24. Tf4 Ab7 25. Th4 f5 26. Th6 Rg7 27. Tf1 Tf6 28. T:f5 T:h6 29. A:h6+ Rh8 30. Df7 Db6+ 31. Rh1 Dd4 32. Df8+ , il Nero abbandona.
Fuderer - Milic (Zagabria 1956): 1. c4 e6 2. Cc3 d5 3. d4 Cf6 4. Ag5 Ae7 5. e3 00 6. Tc1 h6 7. Ah4 Ce4 8. A:e7 D:e7 9. Dc2 c6 10. Ad3 C:c3 11. D:c3 Dg5 12. Cf3! D:g2 13. Re2 Dh3 14. Tcg1 f5 15. Tg3 Dh5 16. Thg1 Tf7 17. Da3! Cd7 18. Re1 d:c4 19. A:c4 f4 20. T:g7+!! T:g7 21. A:e6+ Rh8 22. T:g7 R:g7 23. De7+ Rh8 24. Ce5! f:e3 25. f4 , il Nero abbandona.
Questo ERA già un Grande Maestro.
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26 gennaio 2011

Scacchi postali

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83 - Senza computer si giocava meglio.....

Anni fa (TANTI anni fa), decisi di giocare per corrispondenza. Dopo tre tornei ero Candidato Maestro e partecipavo ad una semifinale del Campionato Italiano (tutto ciò vi deve far riflettere, non sulla qualità del mio gioco, bensì sull'altro aspetto della faccenda).
Non c'erano i computer scacchistici, e ti dovevi mettere lì a pensare al casino che c'era sulla scacchiera; era comunque abbastanza divertente, e in qualche occasione riuscii a mettere in piedi qualche bella combinazione decisiva ai fini del risultato. Le relative partite vennero pubblicate sul periodico dell'ASIGC, e non posso negare che la faccenda mia abbia dato, all'epoca, una certa soddisfazione.
Ieri ho scoperto una partita postale giocata nel 1949-1950 in Gran Bretagna tra due giocatori di livello medio-alto (entrambi Maestri nazionali) e la combinazione trovata dal vincitore mi ha regalato un autentico godimento estetico.
Alexander L. - Rushton R.H. (per corrispondenza 1949-1950): 1. d4 d5 2. c4 d:c4 3. Cf3 a6 4. e3 Ag4 5. A:c4 e6 6. Db3 A:f3 7. g:f3 b5 8. Ae2 c5 9. a4 b4 10. d:c5 A:c5 11. Cd2 Cf6 12. Dc2 Cbd7 13. b3 00 14. Ab2 Cd5 15. Cc4 Ae7 16. e4 Cf4 17. 000 Dc7 18. Af1 Tfc8? (errore? Ebbene sì...) 19. Tg1 f6 20. Td2 Cc5 21. Rb1 Td8 22. e5! f5 23. Cd6 Cd5 24. T:d5! e:d5 25. Ac4!! Dc6 (25. ... d:c4 26. D:c4+ e matto affogato in arrivo) 26. D:f5! Tf8 27. A:d5+!! D:d5 28. T:g7+!! R:g7 29. e6+ Af6 30. D:d5 , il Nero abbandona.
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25 gennaio 2011

Altro blitz

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82 - Sempre a cadenza 10"



Come ho avuto modo di dire in altra sede, la mia rapidità di analisi in partite blitz è pari a quella della deriva dei continenti. Rimango quindi sbalordito di fronte a certi "numeri" sciorinati in tornei lampo.
Helms - Tenner (New York, 1942, cadenza 10"): 1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ac4 Ac5 4. b4 Ab6 5. a4 a6 6. a5 Aa7 7. b5 a:b5 8. A:b5 Cf6 9. Aa3 C:e4 10. De2 C:f2 11. C:e5 Cd4 12. C:d7+! C:e2 13. Cf6 matto.
Di Tenner abbiamo già parlato in un post precedente. A proposito di Hermann Helms (personaggio pressochè sconosciuto al pubblico italiano), è necessario spiegare parecchie cose.
Nasce a Brooklyn nel 1870, ma trascorre gli anni giovanli ad Amburgo e ad Halifax (Canada), per poi stabilirsi definitivamente, a 17 anni, a Brooklyn.
Apprese gli scacchi da un compagno di scuola, e si rivelò ben presto come giocatore portato all'attacco. Riportò successi su Pillsbury e Marshall in tornei locali, fu corrispondente scacchistico del New York Times per circa mezzo secolo, fondò lo American Chess Bulletin nel 1904 e fu editore di questa rivista fino alla morte (1963), resse la colonna scacchistica del Brooklyn Daily Eagle dal 1893 al 1955, oltre ad aver collaborato per parecchi anni al New York World, al New York Post ed al New York World and Telegram.
Organizzò i grandi tornei di New York del 1924 (vinto da Lasker) e del 1927 (vinto da Capablanca). Nel 1951 favorì l'ingresso di Fischer nell'ambiente scacchistico della Grande Mela. Il suo stile di gioco viene descritto da quella che una rivista definì "L'Immortale di Helms".
Smyth - Helms (New York, 23 maggio 1915): 1. d4 f5 2. Cf3 Cf6 3. c4 e6 4. Cc3 b6 5. e3 Ab7 6. Ad3 Ad6 7. a3 c5 8. 00 00 9. Dc2 Cc6 10. e4? f:e4 11. C:e4 C:e4 12. A:e4 C:d4! 13. A:h7+ Rh8 14. C:d4 Dh4 15. g3 D:d4 16. Ad3 Tf3 17. Ae3 De5 18. Tae1 Taf8 19. A:c5 Dh5 20. Ae3 Dh3 21. Ae4 T8f5! 22. A:f5 Dg2+!! 23. R:g2 T:g3 matto.
... che non è da buttare via...
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24 gennaio 2011

Altro dimenticato

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81 - Ramòn Rey Ardid

Nato a Saragozza nel 1903, iniziò a coltivare gli scacchi nel 1918, e già nel 1924 fece parte della squadra spagnola alla "0limpiade" di Parigi. Nel 1926 si laureò in medicina summa cum laude e si trasferì a Madrid per specializzarsi in neuropsichiatria. Nel 1929 divenne campione spagnolo battendo (+4 =2 -1) l'esperto Manuel Golmayo, e tenne il titolo per 13 anni.
Nel 1934, al torneo di Sitges, una località turistica ad una quarantina di chilometri da Barcellona, giunse secondo dopo Lilienthal, lasciandosi alle spalle giocatorin del calibro di Spielmann e Tartakower.
Nel 1944 abbandona le competizioni ufficiali, giocando tuttavia un match contro Alekhine su quattro partire, col risultato di -1 =3.
Direttore della Clinica Psichiatrica di Saragozza dal 1945, fu il primo titolare della cattedra di Psichiatria all'università di Saragozza (1966). Fu il traduttore di Freud in lingua spagnola.
Morì a Saragozza nel 1988.
Tartakower - Rey Ardid (Sitges 1934): 1. d4 d5 2. c4 e6 3. Cf3 Cf6 4. Cc3 c5 5. c:d5 C:d5 6. g3 c:d4 7. C:d4? C:c3 8. b:c3 e5 9. Cb5 Da5! 10. Dd5 Cc6 11. Tb1 Ae6 12. Cd6+ A:d6 13. D:d6 Td8 14. Da3 Cd4! 15. Db2 Af5 16. Ad2 Cc2+ 17. Rd1 Ca3 18. Db4 Dd5 19. Tb2 D:h1 , il Bianco abbandona.
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